Contemplazione e realtà, Argalia Editore, Urbino, 2009

Presentazione di Romano Motzo

Quali insegnamenti trasmette la lirica di Enzo Piergiovanni in un momento in cui il relativismo è al centro della vita quotidiana?
Attraverso la lettura intensa delle liriche come Visibile e invisibile, Sequenza mondana, Il gelo dell'anima, La deriva del mondo, Oltre la morte, Chiusura interiore, il lettore potrà avere una risposta, stante la superficialità che avvolge la nostra società, fatta di sovrastrutture e comportamenti fatui.
La lettura di liriche impregnate di pensieri filosofici, di chiare ed inequivocabili enunciazioni di fede cristiana, di semplici suppliche come Preghiera alla Vergine Rosa mistica, Custodia della fede, Dio, Grazie e luce, La pentecoste di Maria, Jerusalem, mostra come il mondo, il tutto, non possa fare a meno di basarsi sul credo forte dell'esistenza di un Dio superiore che regola il cosmo e gli uomini.
La poesia di Enzo Piergiovanni è anche un inno supremo, alla natura ai colori della sua terra, dal quale emerge uno spirito positivo come si può evincere dalla lettura di queste liriche Paesaggio del Montefeltro, Il castello di Chi Tocci, Alla sera, Mutevolezza del verde, I monti Sibillini, Paesaggio, Le giogaie del Nerone, Presenza della luna, Primavera.
Il suo animo vibra anche di un sentimento senza confini per una donna, la compagna della sua vita, Amalia. Ho sentito nel leggere quella breve lirica note di musiche di altri tempi, Apoteosi del bello in vincolo d'amore.
Credo che la presentazione del volumetto di liriche Contemplazione e realtà sia racchiusa nell'invocazione All'Italia. Il suo amore, il suo trepido cuore vivono nel sentimento perenne per essa; il suo dolore e la sua ansia sono per la sua decadenza, per le verità mistificate, ma alla fine...”la bellezza salverà il modo”.


 

Segnalazione editoriale di Renata Palma

Si tratta di un libro meditativo, profondo, in cui l'autore trasfonde in settantadue componimenti poetici, scritti in tempi diversi, i propri sentimenti, pensieri ed aspirazioni, con un linguaggio essenziale e trasparente che rimanda alla nostra migliore tradizione ed è al tempo stesso lo specchio di un vissuto personale e di un particolarissimo scavo interiore; il tono è per lo più pacato, ma non mancano accenti di elevata e commossa proclamazione, come, ad esempio, nella poesia All'Italia, in cui, contro un dilagante relativismo, auspica il recupero di autentici ideali etico-civili.
La tematica è ampia, spaziando su vari aspetti dell'esperienza esistenziale, dalla contemplazione della natura e del paesaggio alla denuncia di alcuni orrori della storia recente, fino ai canti d'amore per la moglie Amalia e alle tenere e fervorose invocazioni alla Vergine Maria.
Qui lo scavo raggiunge il culmine e ogni parola prende luce e spessore all'interno di una raggiunta religiosità, che, soddisfacendo ogni esigenza del cuore e della mente, lo porta a penetrare con naturalezza nei vari aspetti della fede cristiana, rendendo discorsivo l'ineffabile.
Un'analoga intensità poetica si riscontra nella descrizione dei paesaggi del suo Montefeltro: colline dal profilo soave, giogaie che si innalzano verso un cielo cristallino, piante e fiori dai colori inconfondibili, tramonti che fanno risaltare casolari e castelli con tutto il loro carico di memoria e bellezza.
Il filo conduttore del libro è un'incessante ricerca del significato della nostra presenza nel mondo e della nostra collocazione nel tempo, un continuo interrogarsi sull'enigma della vita, per scioglierne i nodi e portarne alla luce l'essenza conoscitiva, ontologica.
Su questo travaglio del pensiero si innerva l'arte della scrittura, che, attraverso il vigile uso delle parole e dei costrutti, dà misura e unitarietà al molteplice e contingente fluire delle vicende, ricomponendo nell'armonia della forma ogni dissonanza.
L'esito è un approdo alle soglie dell'invisibile e dell'assoluto, un pervenire alle radici stesse della vita, a quell'Essere fondante in cui soltanto si appaga la nostra sete di verità e di bellezza e si sperimenta una reale pacificazione.
Un cammino del genere richiede che la persona si coinvolga con ciò che essa ha di più peculiare e identitario, ma contano anche le conoscenze e le esperienze maturate nel contesto storico della sua vita; quello di Enzo Piergiovanni è un cammino sorretto e puntellato da solide tradizioni culturali e da un abito mentale lontano mille miglia dalle mode e dai conformismi dominanti nella cultura odierna.
Egli infatti rifiuta una ragione chiusa a riccio su se stessa, temeraria e ostile alla corrente della vita, incapace di cogliere le profondità del mistero; questa ragione può generare solo “i poveri maestri del pensiero debole, del nichilismo universale, del relativismo e del lassismo iperbolico”.
Come si vede, la scrittura di Enzo Piergiovanni non si esaurisce nell'ambito della sfera privata, include anche la partecipazione alle problematiche dell'intera collettività e il coraggio di un giudizio controcorrente; tuttavia non possiamo limitare la valutazione del libro a questo, perché la poesia, in quanto bellezza, rivendica per sé un'ulteriorità rispetto a qualsiasi, pur valido, contenuto.
Questa ulteriorità si chiama bellezza, un valore che genera dentro di noi un'esperienza così totalizzante che possiamo esaurirla solo come contemplazione, analogamente a quanto avviene nell'esperienza religiosa.

Pesaro 28 aprile 2010


 

Recensione di Alessia Tavella (“Poeti e Poesia” n.19 Aprile 2010)

L'eterogeneità della fonte di ispirazione e degli argomenti trattati viaggia sui binari di un unico percorso poetico di amore per la propria terra. Un'attenzione che genera anche dolore e smarrimento di fronte al decadimento e allo svilimento di una società ormai vuota e stanca, che non riesce più a strutturarsi tramite impalcature positive. Alcuni componimenti vivono della contemplazione della natura, altri si permeano di storia e di denuncia sociale, altri ancora si affidano alla meditazione e alla preghiera, altri narrano un amore eterno. Tutti però convergono in un unico doloroso appello alla salvezza del mondo. Un mondo imbrigliato nella tela del relativismo e della superficialità, dove la riflessione filosofica, ma anche la semplice preghiera cristiana devono necessariamente riuscire a guidare verso uno spiraglio di luce che penetra in lontananza attraverso la dura roccia di questa esistenza.

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