da “Intuizioni ed idee per il terzo millennio. L'anima alle sorgenti della speranza”, Sovera Editore, Roma, 1999
n.37
L'ateo, come pure il teorico dell'ateismo, è indotto a negare anche gli argomenti più ragionevoli sull'esistenza di Dio e ciò in forza di un particolare meccanismo psicologico e sentimentale per cui la persona non vuole credere o ritiene di non aver più bisogno di credere, per cui si chiude nell'indifferenza o nel rifiuto. Questo fatto rivela indirettamente che la fede non si acquista per via di “dimostrazioni” -fossero esse ai limiti anche scientifiche- ma solo per un intero travaglio che porta ad una adesione sentimentale oppure per una grazia speciale o per l'una e l'altra insieme.
Fogli sparsi 25-07-1966
n.43
Platone per primo ha interpretato il senso della dialettica come anelito dell'anima e spinta ascendente verso un superiore mondo di valori e di essenze. Eros è appunto il simbolo dello spirito umano che in quanto ama il bello, il vero, il buono, è portato a uscire fuori dai limiti troppo angusti dello spazio e del tempo, cioè dal mondo del finito, per proiettarsi verso l'infinito.
Questa posizione esprime una sfiducia nella realtà umana e connota un pessimismo idealistico?
Resta comunque il fatto che tutta la metafisica occidentale conferma il primato del sovrasensibile sul sensibile ed è -ad eccezione di Nietzche e di pochi altri- debitrice in ciò a Platone.
Fogli sparsi 30-05-1966
n.93
Astenersi dal giudicare sulla persona significa già imboccare la via dell'autocontrollo e dell'umiltà attraverso la quale, come dice S. Bernardo, si perviene alla genuina carità.
Inoltre, eliminare dal proprio cuore il senso del biasimo e del disprezzo per l'altro, significa comprendere in qualche modo che ciascuno è essenziale nell'economia del creato, nella sua stessa irripetibile personalità, così come ciascuna tessera è necessaria per formare l'armonia e la bellezza del mosaico. Tutto ciò va a gloria della munificenza del Creatore che ha costruito l'ordito ed il disegno dell'universo in cui ciascuno di noi trova il suo posto e il suo valore.
Fogli sparsi 07-02-1971
n.192
Siamo al punto in cui l'economia ha fagocitato la morale, la politica fagocita in gran parte la cultura e la scienza cerca di fagocitare la metafisica.
Fogli sparsi 07-03-1979
n.583
Razionalismo non significa, come spesso si crede, razionalità.
Il razionalismo è il tentativo -o la pretesa- di spingere la mente umana e di portare la ragione al di là del suo confine; è l'illusione infruttuosa e sconsiderata di infrangere il limite del mistero.
Pesaro 11-03-1984
n.814
Un solo dissidente, una sola persona che sia segno di vera “contraddizione” può tenere in scacco e negare con la sua azione tutto un sistema. Si pensi ad esempio al Mahatma Gandhi, ad Andrej Sacharov, a Padre Jerry Popieluzko...
Pesaro 14-03-1986
n.850
I greci inventarono le olimpiadi dello spirito -gare di poesia epica, di lirica, di musica, di arte drammatica ecc.- unitamente con le gare fisiche. Noi, dopo più di duemila anni, le abbiamo ridotte ad olimpiadi del corpo, senza altra finalità che la bravura dei muscoli, l'accorciamento dei tempi...
Serravalle 26-03-1987
n.960
Quando un popolo perde la dignità di nazione -ispirata a ideali morali, culturali e religiosi e non soltanto a vincoli etnici- per scendere al rango di gente e di folla, allora anche la politica, la scienza e l'arte diventano un grande mercato e il danaro assurge a signore.
Serravalle 04-11-1989
n.966
Il deserto -che può essere anche interiore- non è solo il luogo della purificazione ma dell'acquisizione di responsabilità ove Dio parla al suo popolo per farlo partecipe di scelte adulte e per farlo uscire dalla sua minorità spirituale (idolatria, razionalismo, materialismo ecc).
Pesaro 10-12-1989
n.969
La fuga in Egitto della Sacra Famiglia con Gesù -che è un tema caro ai pittori del Seicento e anche al nostro Barocci- rappresenta sul piano religioso una forma di ripiegamento kenotico del bene di fronte allo strapotere del male. Esso insegna che molte battaglie si possono vincere anche indietreggiando come poi fece, sul piano tattico, il grande generale cartaginese Annibale a Canne.
Pesaro 18-12-1989
n.970
Antonio Rosmini è uno dei tanti uomini di genio inascoltati che avrebbero potuto modificare in modo costruttivo il tessuto etico-religioso e socio-politico del nostro tempo come Federico Ozanam, come Gabriel Marcel, come Raoul Follereau.
Pesaro 20-12-1989