PREFAZIONE
Mons. Vincenzo Paglia

Queste pagine poetiche di De Angelis ci regalano una ricca serie di ricordi che ripercorrono l’infanzia, la memoria del tempo vissuto attraverso emozioni, paesaggi e riflessioni sui grandi temi dell’esistenza. È una raccolta che coniuga passato e presente. I versi, come una spola degli antichi telai che corre da una parte all’altra, si snodano tra motivi e luoghi lontani e vicini, insieme a profonde riflessioni sul senso dell’umana esistenza, sul Bene e sul Male, tessendo una tela ricca e variegata alla ricerca di spiritualità. La tensione spirituale, profondamente cristiana, l’autore la concretizza nella forza dell’amore, tema a cui sono dedicate numerose liriche.
Volti e personaggi si incontrano, allora, nelle misteriose casualità dell’esistenza come voci che esprimono, ora all’unisono, ora in contraddizione, la complessità del vivere contemporaneo. Sono versi fortemente autobiografici che narrano il sentimento quotidiano, il dolore ma anche il quotidiano cristiano coraggio. L’amore, nelle sue infinite declinazioni, è raccontato come compiutezza umana di affetti e quindi non è mai separato dagli altri valori: l’amicizia, la poesia, la santità, il pathos del ricordo.                                                         

Questa poesia, fatta di cose semplici e di sentimenti puri, attrae il lettore per la capacità di evocare immagini, attraverso una sintassi pulita, chiara e scevra da manierismi, anzi tutta tesa verso un’intonazione discorsiva e un registro linguistico che non dimentica la nostra migliore tradizione letteraria. L’autore compie il suo viaggio della memoria fatto di ricordi limpidi, mai enfatici e dunque, veri. È una lettura intessuta di valori etici e spirituali che invitano alla meditazione, al silenzio, all’ascolto empatico. Davvero preziosa, pertanto, specie in tempi così profondamente pervasi da inutili smanie produttive e tanto bisognosi, invece, di trascendenza.