GLI OCCHI DI VITTORIO
Le labbra tonde della notte
spolverarono via, gelose,
le stelle dal cielo,
la prima volta che diventò blu
nei tuoi occhi.
INNO
Bocca,
i tuoi occhi di vetro
sono la mela di Eva.
Bocca,
e il tuo corpo è l’Olimpo
per un Dio esiliato dall’uomo.
Ed io mi sbuccio i giorni da dosso
Per quel morbido fodero di velluto rosa,
che protegge il fendente di ghiaccio
della tua indifferenza gentile.
Bocca,
sei vento pastoso
che mi trafigge i fianchi dell’anima.
Bocca,
come i petali del fiore semplice,
come il gioco della scia di un aereo,
come un fiammifero usato che si sbriciola,
io sono il tuo pensiero mai nato.
L’IDEALISTA
Tramonto, inferno celestiale,
miracolo infinito
che mi sovrasta.
Riflesso sbiadito del faro,
vano specchio d’Apollo,
che disegna sull’azzurrità
la breve luce sognante,
l’argentea strada tra Lui e me.
In mezzo agli sbuffi sottili e leggeri,
cunei di terra blu,
come i capelli della Luna
che lentamente si scioglie le trecce
ad addormentare il mondo,
piccolo virgulto oscuro.
Con i miei pensieri grigioverdi,
me ne sto qui, come un castello di carta sull’acqua.
MUSA S. (SOLITUDINE)
M’intingi la penna nell’inchiostro che fai,
quando mi prendi il cuore
e lo passi nel tritacarne.
Pensi di sfamarmi,
stringendomi come una madre
ai tuoi capezzoli aridi.
Ma ho fatto l’amore con te
E i miei versi sono figli tuoi,
e anche se mi tradisci
io sono legato a te,
mio malgrado,
come una larva
miseramente ibrida.
Mi culli silenziosa
tra le tue braccia
curve e grinzose,
là dove muoiono le stelle.

DOMANI
Anche se il tempo
cambierà i colori
del cielo e della terra
e gli anni poseranno
la polvere
sui nostri vent’ anni,
tu sarai sempre
la mia porta
nel corridoio delle genti,
intrecciata di
fiori e di bacche
come la corona
di un dio.
RENDEZ-VOUS
Come il cielo molle che
si spoglia del turgido giorno
e si lascia palpitare
in mille baci luminosi,
anch’io vorrei
essere solo anima nella sua
Come la primavera
e l’estate che si
respirano tra le labbra
delle rose di maggio.
SENTIERO
L’amore
nasce dal mio cuore,
come un piccolo fiume
scende giù
lungo i fianchi,
rivolo sottile,
e poi risale,
ardito scalatore,
sulla tua schiena
fino al tuo cuore
per risorgere ancora.