14 agosto
Erano ormai quattro mesi che non lo vedeva, quell’uomo che, doveva confessarlo anche a se’ stessa,le aveva fatto perdere la testa ma, soprattutto, le aveva rubato l’anima.
Quella sera, con l’amica del cuore, avevano deciso di andare ,come da tempo era diventata abitudine,a passare la serata nella citta’ alta. Citta’ peraltro ricca di cultura e fascino,ulteriormente arricchito dal fatto che vi abitava lui.
In realta’ non era nemmeno sicura di vederlo….lui aveva gia’ un impegno,una cena con amici, le aveva detto,e non le aveva assicurato di poterle raggiungere. “Non contarci..ma..se posso…arrivo..”
Quel “non contarci” le impediva di sperare in quell’incontro. Gia’ altre volte si erano verificate situazioni simili ed in effetti non erano mai riusciti a vedersi .
Lei e l’amica camminavano tranquillamente per le vie storiche, curiosando tra vetrine di vestiti ed accessori “oh ,guarda chissa’ come mi starebbe quel vestito…mm presentarmi da lui vestita cosi’..che bello..”
Fantasticavano, ridevano, sembravano due ragazzine,lei soprattutto…
A volte si vergognava di questo suo stato d’animo ma, purtroppo o per fortuna,i sentimenti non si possono controllare. E ,anche se questo suo sentimento non era ricambiato, le riempiva lo stesso il cuore di gioia, e il solo pensiero di lui la faceva camminare sulle nuvole.
Resistettero alla tentazione di infilarsi in libreria: quel posto per entrambe era decisamente peggio di un qualsiasi negozio di abbigliamento… come diceva lui, erano solite “svaligiare le librerie”.
Si recarono invece a quello che era diventato “il solito bar”,collocato di fianco ad una delle porte d’ingresso della citta’.
Tranquillo, carino, con i tavolini all’aperto, dai quali si poteva controllare chiunque accedesse alla via..Magari arrivava all’improvviso…
Il tempo scorreva veloce,tra le loro chiacchiere a volte trasformate in confessioni e la lettura delle cose che lei si dilettava a scrivere…L’amica, che tesoro, amava sentirle leggere direttamente da lei..
Guardo’ l’ora sul cellulare. Mancava poco a mezzanotte; probabilmente era ancora in compagnia degli amici e non sarebbe arrivato. Sorrise pensando che, in genere, a quell’ora si trovavano in chat. L’amica si reco’ alla cassa e un attimo dopo, come per incanto,la luce sul telefono si accese e alla vista della scritta “anonimo” il suo cuore sobbalzo’. “pronto”..la risata dal’altra parte della linea le confermo’che era lui.”siete gia’ andate via?” “no, siamo ancora qui” “dimmi dove siete che vi raggiungo.”
Tremava come una foglia, mentre comunicava all’amica che sarebbe arrivato. “Calmati , dai, sii solo felice…” cercava di calmarla,con queste parole. “Guardami..come sono?? Il trucco? E’ ancora a posto????Si vede che sono agitata???” L’amica scoppio’ a ridere… “sembri una tredicenne.. sei bellissima!!”
Il telefono dell’amica squillo: il marito,per la buonanotte, mentre lei era convinta di svenire da un momento all’altro… Si giro’ lentamente verso l’arco d’accesso alla via e..lo vide..il casco im mano, la camicia bianca sull’abbronzatura e i jeans che sottolineavano la possenza del suo fisico…e si auguro’ che le lacrime che stavano per spuntare ritornassero immediatamente al loro posto, e si sciolse in quello che sperava fosse il migliore dei suoi sorrisi…
Il semplice sfiorarsi delle loro guance ebbe un effetto esaltante su di lei ma tento’ in tutti i modi di controllare il suo stato d’animo.
Presento’ l’amica, anche se era come fossero gia’ tutti amici da quanto lei aveva parlato loro di entrambi.
Con gesto inaspettato lui le aveva dato un regalo , che le “doveva” dal suo compleanno, due mesi prima..Uno splendodo bracciale raffigurante un’antica leggenda greca… Lui si era recato in Grecia durante le vacanze,e aveva pensato a lei…
L’amica, denotando una classe davvero innata, con la scusa della sua passione fotografica, si allontano’, per lasciar loro modo di scambiare due parole in tranquillita’.
Mentre lui parlava lei si rilasso’ e la serenita’la invase…Era li, davanti a lei, e i suoi occhi non si riempivano mai abbastanza di lui..
Riuscivano sempre a parlare di tutto,loro due,e questo lo trovava meraviglioso.. Si raccontarono un po’ di questi mesi in cui non si erano visti, anche se, in realta’, si raccontavano tutto in chat. Lei gli trasmise la sua emozione per l’attesa della pubblicazione del libro che sarebbe avvenuta di li’a poco.
La sua voce le sembrava musica, il suo viso dolce la faceva stare bene..
Chiamarono l’amica, che passava indifferente , invitandola a raggiungerli:in fondo era una serata tra amici, non tra loro due.
Temeva fosse gia’ arrivato il momento del congedo ,lui era stanco, come sempre, e lei non osava proporre Facciamo qualcosa”. Era evidente che lei non l’avrebbe mai lasciato andare via.
“Dai, ragazze, posteggio la moto di fianco alla vostra macchina e ce ne andiamo a bere qualcosa.”
Trattenne a stento la voglia di cominciare a saltare per la felicita’, anche se detestava tenere un contegno.
Cosi’ fecero. Posteggiata la moto si incamminarono per la citta’ bassa, ricca di fascino illuminato dai colori della notte.
La temperatura gradevole, il piacere di avere di fianco due delle persone a lei piu’ care al mondo, la fece sentire in uno stato di grazia in cui poche volte si era sentita.
Lo seguiva, lo ascoltava, scherzavano insieme. Lui, dietro sua richiesta, fingeva d’esser Cicerone sapiente, e illustrava angoli della citta’, alcuni dei quali a loro sconosciuti. Disquisirono su abiti costosissimi in vetrine di negozi inaccessibili, e poi,in un bar, mentre sorseggiavano un drink inadeguatamente ghiacciato, le chiacchiere variavano come onde da un argomento all’altro come fosse tutto serena normalita’.
Solo, ogni tanto, si rendeva conto di essere completamente persa in lui, e solo il suo viso perplesso mentre le rivolgeva una domanda (che lei non aveva minimamente sentito..) e la battuta prontamente enunciata dall’amica ,la riportavano alla realta’, facendola rientrare nella conversazione a tre. Al ricordo di questa situazione, avvampava ancora…
La sua classe,i suoi modi, il suo porsi, simpatico e galante, la rapivano, e riusciva a fatica a rientrare nella dimensione normale.
Il bar chiuse, ormai era quasi mattina, era purtroppo giunta l’ora di tornare a casa.
Si incamminarono lentamente verso il posteggio, mentre i discorsi continuavano. “ Dai , suoniamo i campanelli, come facevamo da piccoli” Risero “Sei la solita matta”.
Era felice, terribilmente felice ,anche se, di li a poco, avrebbe dovuto salutarlo, senza sapere quando l’avrebbe rivisto.
La voglia di baciarlo, abbracciarlo era dirompente in lei, ma sapeva che lui non avrebbe voluto, quindi dovette trattenere ancora la sua esuberanza, e accontentarsi di quei lievi, dolcissimi baci di congedo.
“Mi raccomando, guida con prudenza”, tenera ,adorabile raccomandazione, prima di infilarsi il casco. “Eppure..si..mi vuole bene..”si disse.
Chissa’ se ne era vero o se era solo per convincersi che non l’avrebbe perso. L’amica sali in macchina e le disse “No, non farlo, dai, non farlo. Devi essere contenta…non lo sei???”
“Si,lo sono…” ma ormai le lacrime avevano deciso di seguire la strada delle gote, mentre lo guardava salire sulla moto…..
*
Un passo dietro l’altro, sul selciato inumidito dalla notte. Immersa nei ricordi, lucidi attimi di felicita’. Lacrime inumidite dalla pioggia cadono ad insaporire le labbra desiderose d’amore. Le parole si insinuano tra i passi ,mentre il suono della voce,nel ricordo, accompagna come musica il mio vagare.
“un abbraccio,per sciogliere le tensioni, sguardi riscaldati da un brindisi di rosso nettare, delizioso collante di confidenze.”
La pioggia accompagna delicatamente la sera, ora , come nel ricordo.
“Nel dolce tepore di un abitacolo, riscaldato da luci tenui simili a candele .Le note in sottofondo a sottolineare la purezza di una tranquilla serenita’ , vera manna per l’anima. Nessun tocco di mani, solo sfioramenti d’anime arrossite, intontite di emozione.”
Uscita dal ricordo, torno a camminare, un passo dietro l’altro , sul selciato inumidito dalla notte…Mentre un sorriso accende il volto , velato di lacrime… Ad esaltare l’immensita’ di una sera, resa cosi’ dalla gioia della semplicita’….
Una serata speciale
Hai preparato tutto,da ottimo cuoco quale sei.Vino di classe,candele pronte per essere accese , la musica migliore, le luci saranno tenui e soffuse.Un ultimo sguardo all’insieme…si…ora puoi uscire per andare all’appuntamento con lei.
A differenza delle altre volte nessuna prova per i vestiti. L’abito giusto e’ li,pronto da mesi. Un tubino semplice, di fattura classica, come piace a lui. Rigorosamente nero, parure di perle , bracciale greco al polso, suo prezioso dono, calze velate e tacco dodici. Un insieme di classe, per colpirlo, spero,dritto al cuore. L’ansia mi divora, mentre mi trucco.. “dove mi portera’?” L’atteso invito a cena e’ finalmente arrivato, e mi sembra un sogno…
In macchina , tuo malgrado, ti senti invaso dall’agitazione. Stasera il pensiero di quella donna che da mesi ti corteggia,ha preso il sopravvento su ogni altro pensiero. Ti stupisci di questa sensazione. Forse finalmente ti sei lasciato andare a cio’ che provi. In fondo una piccola isola di serenita’ in questo tuo oceano burrascoso,non ci sta tanto male…il tragitto non e’ lungo, stai per arrivare da lei.
Ti sei guardata un milione di volte, il trucco non poteva essere fatto meglio nemmeno dal migliore dei truccatori del cinema. Sembri perfetta ma.. sara’ sufficiente per piacergli? Gradira’?? Sei pronta mezz’ora prima del suo arrivo, devi stare attenta a non rovinare tutto. Centinaia di passi su e giu’ per la cucin, in attesa dello squillo del telefono.
Hai posteggiato al solito posto, fai partire la chiamata : uno squillo per avvisarla che sei li. E ti sorprendi a tremare nell’attesa di vederla apparire.
Uno squillo. E’ lui! Respiri a pieni polmoni… calma… Avanti : Le danze cominciano!!!!
La vedi arrivare, e sei sempre piu’ stupito . Non sembra nemmeno lei. Cammina lentamente verso di te. Scendi dalla macchina e ti accorgi di guardarla con occhi diversi dal solito… e ti sembra bellissima.
Hai il cuore a mille, sembra voglia uscirti dal petto per volare da lui. Filtri la sua immagine attraverso gli occhi velati da un sottile strato di lacrime, cercando di mantenere una calma che non hai. Sapientemente ancheggi. Sai come muoverti, quando vuoi colpire nel segno…
“Ciao..sei bellissima…”, non sei riuscito a trattenere cio’ che brucia dentro. Ti chini verso di lei, per i baci di saluto.
Il suo avvicinarsi ti emoziona ancora di piu’. Vorresti gettargli le braccia al collo , ma, ancora una volta, ti trattieni ,e aspetti di sentire il lieve tocco della sue labbra sulle tue guance, rosate da un velo di cipria.
“ti ho fatto una sorpresa.. ho deciso io il ristorante” Ti guarda, stupita: le avevi detto di scegliere un posto li vicino, e il suo stupore ti diverte.
La tensione si scioglie. Ben presto l’abitacolo viene invaso da una serenita’surreale,la stessa serenita’ che provi ogni volta che stai con lui.La sensazione che il resto del mondo non esiste piu’.
Le parole non faticano a uscire dalla tua bocca, mentre guidi e ti dirigi ove tu ben sai,luogo per lei ancora sconosciuto. Sorridi ,pensando alla sua espressione, quando capira’… Ridi, e lei ride con te, pur non sapendo.
All’ingresso in citta’ i tuoi dubbi aumentano, mentre un’idea si fa strada nella tua testa, ma non osi dirla nemmeno a te stessa. “Oh mio Dio”,solo questo lasci andare dalla mente al cuore.
“siamo arrivati, poetessa” Sorridi, sornione e sicuro di te. “adesso impazzisce”. Le leggi stupore e felicita sul volto “siamo a casa tua…” Finalmente ha capito…
La tavola gia’ imbandita, lui accende le candele, un profumo gradevole vi accoglie. La musoca e’ gia’ in sottofondo “Mettiti comoda, sei ospite mia!”
La cena e’ deliziosa, il rosso nettare scende nei calici a rinforzare il piacere. La conversazione e’ allegra, vivace. Stai bene, e lei sta bene con te.
“E’ grande…”. Ti esplode dentro, tutto cio’ che provi per lui. Si chiama felicita’, quello che provi ora, e , mentre le sue labbra si appoggiano alle tue, pensi che ora tutto il resto non t’importa piu’…