*
Un sottile confine,
una calma intorno,
un soffio leggero.
Dove stavo ieri
quando questo
era mio?
In quale strada
avevo perso
la mia strada?
L’avevo persa nella tua.
Dove la calma intorno
e il soffio leggero
mi tenevano lontano
dal confine sottile
tra dire e tacere,
tra sognare e vegliare.
Con un passo
innamorato della strada
avrei varcato ogni confine
pur di camminare insieme.
*
Movimenti impercettibili.
Senza spostare l’aria.
Scale di note perse
in un alito di vento.
Salite, discese, soste.
Respiri, sospiri, pensieri.
Affanni, angustie, passioni.
Poi, d’un fiato, la meta.
Tutto svanisce, tranne...
Tratte la meta.
*
Che vuoi che sia?
Se non è giusto
provare
quello che intorno
accade
come un tratto di te.
Che vuoi che faccia?
Se regalare
un soffio di vita
è lasciare che
il tuo fiato si fermi.
Che vuoi che dica?
Se dove
il cielo finisce
non c’è che
l’altra tua parte
di vita.
Che vuoi che ascolti?
Se nel silenzio
della notte
si sente
solo il buio
che l’ avvolge.
Che vuoi che urli?
Se almeno ora
che tutto tace
di più amo
ogni sera
che segna il tempo.
*
Dimmi vita mia
se più tardi avrò
il tempo di viverti.
Dimmi se dietro le tue fattezze
si nasconde altra vita.
O solo il silenzio
sillabato nei suoi
profondi istanti
lascia spiragli
per scorgere
la fonte di te stessa.
*
Gira cantastorie
a gridare la tua vita.
Coprila però di suoni
che sembri bella
e piena di gioia.
Che sia da tutti conosciuta
come il ritorno
ad ogni baleno
di quiete.
La tua vita
regalerà in cambio
un altro giro di note
della tua armonica.
*
Gli ultimi sfilacciati raggi.
Poi il sole si lascia alla morte
senza paura.
Sul tenue suono
di una dolce romanza
saluta l’ultima casa,
l’ultimo albero,
l’ultimo uomo
che vedono la sua vita:
sfilacciata negli ultimi raggi.
*
Hai mai camminato nella nebbia?
Non trovi più la fine.
Eppure è lì,
nel posto che non vedi.
Hai mai aspettato qualcuno nella nebbia?
Il tempo, non lo trovi più.
Eppure passa
nella tua solitudine.
Hai mai visto cosa nasconde la nebbia?
Tutto.
E a te sembra niente.
*
Il silenzio del mare
non è mai stato da solo.
Il silenzio del mare
si divide coi gabbiani.
Il silenzio del mare
corre con il vento,
gioca con le onde.
Il silenzio del mare
viaggia con le vele.
Il silenzio del mare
si nasconde nelle conchiglie.
Nel silenzio del mare
ti ho trovata.
*
Braccia tenui
levate al cielo vitreo
cercate la luna
per rischiarare
le vostre forme,
pioppi padani,
che d’inverno
sognate,
dove vi nascondete
per ritrovare
altra vita
da dividere
con la luce
del sole?
*
Conto i giorni
in un mondo inespresso
e assaporo
quel che passa
nell’ immobilità
di un attimo
di vita piena.
A percepire i vagiti
di una creatura
che snocciola quegli attimi
come fossero già
del suo vivere.
*
Quando guardo al di là del vetro
e dell’ acqua che scende al suo fianco
vedo un filo di vita ancora appeso,
vedo il suo agitarsi al vento,
vedo la pioggia appesantirlo.
E il caldo delle mie mura
mi muove nell’ onestà
di quegl’ intenti
che la differenza
tra il dentro e fuori
potrebbe
deteriorare.
Ma se un sole dovessi vedere
tra le lacrime del tempo
aprirei tutta la finestra
e mi affaccerei a godere
del fresco tepore
di un temporale scampato.
*
Salta e vola
in una vita di fianco.
Senti e respira
in un tratto di strada.
Suona e ascolta
in un canto di gioia.
Piangi e ridi
in un tempo stordito.
Guarda e scorgi
in un sole sulle cime.
Corri e abbraccia
in una nitida mattina.
Distenditi allora
tra le barche alla luna.
*
Il perverso
scatenar
degli impeti
ha dato
vocazione
a silenziosi
passi
di solitudine,
ha folgorato
e ammonito
con segno
d’esistenze
impalpabili.
*
Legata in un pamphlet
di lazzi seriosi,
di suoni sobri
la mia ragione
sfida un’ etica
che, con buoni argomenti,
dà sorte a tensioni
tra scelte e legami,
ma senza ribellioni,
senza dimenticare
la vera ricchezza
nascosta in mappe
di vite mortali.
*
Una storia senza nome
non trova memoria,
una storia d’amore
trova pena se rimane
senza nome.
E tu, amore mio,
hai dato nome a tutto questo.
Hai dato cuore
dove non se ne trovava più,
hai dato te stessa
dove non c’era nessuno.
E se cerco nella mia memoria
trovo solo il tuo nome,
in ogni angolo del mio tempo,
in quelli senza luce
e in quelli accecanti.
In quelli di solitudine,
in quelli di comprensione di vita.
In quelli dove
nulla serviva se non
la tua presenza.
Il tuo tacere per ascoltare,
il tuo parlare per abbreviare
passaggi per vie segrete.
*
L’ incalzare torbido
di un tango di porto
nelle sue mosse disgraziate
di due miserevoli
mi accompagna in sogni
di vita scorretta.
Nei raccapricci della nebbia
dove tutto si perde
e tutto si brama
si aggirano le mie orecchie
in cerca della fonte
di quel tango di porto.
E la nebbia non si dirada.
E un bandoneon singhiozza.
*
Batto il tempo
così come mi è offerto
senza favorire
quotidiani rimpianti
usando momenti
di intime creazioni
per scoprire
quanto ancora rimane
prima che il tempo
rinneghi
se stesso.
*
Là dove le mie linee
non hanno più forza
per contrastare il vento,
dove gli occhi sembrano spenti
dalla violenza del pensiero
che tocca angoli creati inutili,
dove il cuore smettere di battere
quando vedo la fine di quella linea,
dove? Dove finisce
questo mio guardare a cose
che la vita lascia senza alcun mio segno?
Non toccarmi, non baciarmi,
non parlarmi, non guardarmi,
non vivere più per me
perchè il vento sposta ogni minuto
il punto dove guidare lo sguardo!
Ma se tu vivessi, mi baciassi,
mi parlassi, mi guardassi
lasciandoti andare col vento
andremmo tutti dove lui ci porta.
Perchè alla fine solo lui
sarà certo di quella linea
che la mia testa vuol vedere,
ostinata, ogni giorno.
*
Potessi scriverti
ti comincerei a parlare
di come fiorisce l’ alba
quando una notte insonne
mi lascia senza ragione.
Ti racconterei
di come il cuore
diventa sonoro
nel silenzio dei sogni.
Ti chiederei
di farmi tornare
nel bianco e nero del sogno.
Ma non saprei
da quale sogno cominciare.
*
Se non te la senti di cantare
almeno ascolta.
Vedrai che in fondo
non è vero quello che senti.
Ti vedrai velato dalla bruma
di istanti mal spesi.
Sentirai che quel tempo
ha consumato il tuo.
Allora ritorna,
canta quel che senti.
Ritrova la luce
del tuo tempo.
Abbraccia la vita
e canta con lei.