Mio marito si chiama Daniele D’Amico, ed è nato il primo giorno di primavera del 1953 a Brescia.
E’ sposato con me da ben trentatre anni e cerco di mettercela tutta per stargli sempre vicino e per camminare insieme il più a lungo possibile.
Si, proprio così perché Daniele è un vulcano di idee, ama fare tante cose, è colto, piacevole, sa stare insieme a tutti ma è poco tollerante quando qualcuno non lo rispetta o non rispetta chi gli sta vicino.
Ama tante cose, il teatro (ha recitato varie volte con una compagnia teatrale amatoriale anche in alcuni importanti teatri a Roma e fuori), ama la musica (fa ora parte di un coro), ama leggere, è quello che si può definire un uomo colto.
Un suo pallino è la poesia. Scriveva già da giovanissimo ed una serie di queste poesie sono state raccolte in un libro intitolato “In poco tempo”, libro in cui si può riconoscere la sua vita, le sue scoperte, i suoi amori, i suoi dolori.
Per lui la poesia è lo specchio della sua vita, è ciò che lo aiuta nei momenti tristi e dolorosi, è ciò che lo esalta nei momenti di gioia. Ama scrivere poesie. Forse questo è stato uno dei motivi per cui l’ho amato e continuo ad amarlo e mi piace pensare che alcune poesie siano dedicate a me, a noi.
Forse però l’amore più grande sono i suoi due figli ed ora le sue due nipotine.
E’ bello vederlo come le guarda e come le ama! Chissà forse loro sono la più bella poesia.