Autunno
Cade la foglia dall’albero,
autunno immenso,
una lacrima scende
un volto silvestre
aggira il vento per svanire.
26 settembre
Il giorno che non vedrò..
L’amore si aggancia in un filo spinato
e mi punge,
non ci saranno calici di cristallo
o pareti da colorare;
ma un ticchettio interminabile;
appoggio il tempo che non c’è
a una corda di canapa
per stringere a me gli anni…
Amanti
Dondola la sedia binaca,
testimone d’amore,
vacilla la serratura,
poco il tempo a dipsosizione,
chi sono gli amanti
se non due anime legate
da una lancetta d’orologio
Solitudine
Sfera di cristallo
Imprigiona occhi degli altri..
Non voglio la folla che si muove,
ma il potere del silenzio…
isolato un venditore di cristalli
fabbrica sfere..
illuso che gli altrui occhi
comprendano…
Pianoforte
Soffitta che dall’alto guardi il gioco:
tegole a mosaico.
Un pianoforte dimenticato aperto:
una tenda svolazza ali di musica
in un angolo all’imbrunire.
Tetti e case gli spettatori,
il vento gli applausi,
una pagina di pentagramma
sfiorata da dita minuscole
padrone dei tasti bianche e neri…
Soffitta scrigno di vita di un pianoforte,
fulcro di passione,
dall’alto osservi le tegole
da neve a foglie
Immobile
Immobile è il girasole sconfitto
La testa rivolta verso il basso,
petali armi deposte alla terra,
foglie come braccia stanche
riposano il comando di un esercito sconfitto…
Immobile è il frutto
Che nemmeno il vento sposta.
Immobile è l’anima di chi non ama…
Speranza
Coperta bianca piumata…
Strofini i miei pensieri
Inebriandoli di passato…
Guancia rossa d’imbarazzo
Carezza distante..
Specchio che catapulta meraviglia,
dove sei?
Ti appendo nella mia stanza
Per ricordarmi il riflesso
Cerchio
Abbandono una lacrima
Figlia dell’inadeguatezza…
Scivola lungo il volto,
si stacca
bagna il lenzuolo.
Lascio che crolli,
il suo peso è morbido
forma un cerchio:
la figura che mai ho saputo disegnare.
Geometria perfetta e infinita…
Tremava il compasso da bambina,
come le mie mani che sempre han tremato;
e oggi
non so nemmeno dove si poggia
una lacrima