È nata a Bellinzona, Ticino (Svizzera), il 6 settembre 1969.
Fin da bambina ha coltivato la passione per la scrittura. Ha imparato la dattilografia nel periodo delle scuole elementari e all’età di dieci anni ha scritto un romanzo di circa 125 pagine dal titolo “Le avventure di Virginie”: si trattava di un racconto per ragazzi in stile avventuroso e fantasioso, le descrizioni romantiche e particolareggiate dei paesaggi traevano spunto dai luoghi pittoreschi dove ha abitato. Anna ha scritto il racconto durante gli ultimi due anni delle elementari, periodo per lei alquanto difficile in cui soffriva molto dell’ostilità dell’ambiente circostante a scuola e il suo mancato inserimento sociale, sommato alla totale mancanza di comprensione da parte del corpo insegnante. Di fatto, il racconto non potrà essere visto da alcuna casa editrice e resterà nel cassetto, in quanto a causa dell’assoluta mancanza di aiuti esterni, insegnante compreso, ciò non era stato realizzabile. La sua passione veniva generalmente snobbata, la sua timidezza caratteriale disprezzata. Il romanzo resterà nel cassetto, ma le rimarrà sempre impresso come il trampolino di lancio che ha concretizzato la sua passione, - concretizzata proprio nel momento in cui Anna sentiva più che mai il bisogno di costruirsi un mondo parallelo a quello poco vivibile della sua quotidianità. Già la sua prima infanzia era stata difficile, caratterizzata in parte dalla grave malattia di suo padre. La sua crescente timidezza e insicurezza interiori, che le sono state infiltrate dalle circostanze esterne malgrado gli ottimi risultati delle elementari, sfoceranno presto in un “disturbo evitante di personalità”, che influirà molto negativamente sul suo futuro, anche nella vita privata.
Più tardi Anna Aurelia ha frequentato una Scuola superiore di Lingue e Commercio, lavorando a tempo parziale come correttrice presso un quotidiano locale.
Dopo aver viaggiato dapprima in Gran Bretagna e poi in Germania per l’apprendimento delle relative lingue e per staccarsi dai luoghi e dalla realtà che avevano segnato negativamente la sua intera esistenza, decide di proseguire gli studi a Zurigo presso la scuola parauniversitaria d’Interpretariato e Traduzione (Dolmetscherschule), frequentando l’italiano come madrelingua, e come lingue straniere il tedesco, l’inglese e il francese. Grazie alla recente passione per le lingue straniere e al grande interesse per le questioni filosofiche e il loro impatto con il mondo che la circonda, durante il tempo libero ha ricominciato a scrivere sui temi più disparati.
Il periodo degli studi zurighesi sarà contrassegnato da momenti alquanto positivi e segnerà il momento del suo graduale sblocco caratteriale, cosa che farà riemergere la sua grande creatività e desiderio d’apprendimento latenti, così come i suoi più disparati talenti, compreso quello per la musica, che da sempre è stata una sua passione insieme alla scrittura.
Ha conseguito il Diploma nel 1998, e durante l’ultima parte della formazione ha svolto uno stage
a tempo parziale in qualità di traduttrice presso l’azienda Swisscom di Berna, nel settore della telecomunicazione.
Dopo il conseguimento del Diploma ha lavorato nuovamente nel settore della telecomunicazione, come collaboratrice presso il Provider di Swisscom, Bluewin di Zurigo, prestando consulenza per informazioni sui prodotti e supporto per problemi tecnici nel campo di Internet. Accanto a quest’attività, ha lavorato in qualità di traduttrice libera-professionista, traducendo testi di svariato genere dal tedesco, inglese e francese in italiano, e dall’italiano al tedesco.
Nel 2008 ha pubblicato il romanzo “Prossima fermata: Paradiso” presso la casa editrice “Tracce”, sotto lo pseudonimo di Aurelia Alberton. L’opera ha partecipato all’Histonium 2008, ottenendo il Premio Speciale della Giuria.
In alcuni passaggi la trama è spiccatamente autobiografica, eppure non si tratta affatto di un’autobiografia; i temi sono complessi e disparati, buona parte del romanzo si allaccia al conflitto mediorientale auspicandone una soluzione pacifica, allacciando le origini del conflitto in senso metaforico ai problemi personali dei singoli protagonisti (Sara, Ismael e Desiderio). Il valore della trama è molto simbolico ed allegorico in quanto i temi trattati sono altresì di carattere psicologico e socio-culturale, mentre il romanzo nell’insieme vuole essere un auspicio alla pace e collaborazione tra i popoli.
Anna Albertoni nel 2009 ha partecipato al Premio Histonium con la poesia inedita “L’arcobaleno in me”, che ha ottenuto il Premio Speciale del Presidente. All’Histonium 2010 ha presentato la sua prima Silloge di poesie, “Spiragli d’immenso”, ottenendo la Menzione d’Onore. Ha scritto la sua seconda raccolta nel 2011, “Vecchie melodie alla luce di nuove sintonie” ed è stata ospite al festival Poestate di Lugano, il 2 giugno 2011, dove ha potuto recitarne un paio di poesie; si tratta di una Silloge molto intensa e ricca di pathos, che all’Histonium ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria.
Email: anna.albertoni7@bluewin.ch