(Marcheno Valle Trompia – BS), vive ad Albano Laziale. Angelo Andrea Cav. Losio dottore in Psicologia. Negli anni Sessanta ha partecipato al programma spaziale San Marco con il Consiglio Nazionale delle Ricerche, negli Stati Uniti ed in cooperazione con Royal College di Nairobi – University of east Africa per il lancio dei primi satelliti italiani dalla piattaforma San Marco e Santa Rita a Monbasa – Malindi nelle acque dell’oceano Indiano. Ha lavorato per oltre venti anni presso il reparto Sperimentale Volo dell’ Aeronautica Militare Italiana. Giocatore ed arbitro del gioco degli scacchi. Ha partecipato ad un torneo organizzato in Germania nell’ambito NATO nell’anno 1989, rappresentando l’Italia. Si è dedicato all’insegnamento in Istituti e scuole. Ha scritto molti libri di Psicologia, due di cucina, uno di scacchi, una raccolta di poesie. Appassionato di scultura in legno, pittura ad olio, acquerello e grafica. Ora coltivatore, amante della cultura biologica.
L’autore ben conosce il valore delle parole e sa esprimerle con sentimento facendole viaggiare in tutte le direzioni, in un’intima congiunzione con il lettore, abbagliandolo con una luce emozionale che lo libera dalle ombre dolorose del nostro tempo. Sfogliando pagina dopo pagina ci troviamo di fronte ad un dialogo , tra mille domande in cerca di risposta , un incessante bisogno di ricerca del nostro essere tra le misere condizioni umane, compenetrando il pensiero in una dimensione del bisogno di comunicare con gli altri distratti in questo mondo confusionario. L’autore lascia una traccia inconfondibile risvegliando in ognuno la voglia di conoscere, con il suo stile, incuriosisce rendendo scorrevole la lettura.
La trasparenza delle scelte e capacità dell’autore per quanto attiene all’uso del linguaggio, alla terminologia adoperata, alla costruzione delle frasi e dei periodi. In sintesi, essa si può definire come la capacità, e volontà, dell’autore di rivolgersi al lettore con un linguaggio di facile comprensione.
Troppo spesso oggi l’opacità di un testo viene confusa con la ricchezza terminologica, e questo errore rischia di portare all’impoverimento della comprensione. Non è per caso se la diffusione di tale erronea pratica ha luogo tramite gli stessi mezzi di comunicazione che facilitano e stimolano, paradossalmente, un uso più quotidiano e fantasioso della lingua scritta e parlata.