Beethoven è stato definito un genio.
Ma non si deve dimenticare che
la sua genialità
era basata su un continuo sforzo.
Tutto dipende da un forte
impegno e dalla tenacia.
Non si può diventare
una persona di valore
con un atteggiamento noncurante,
pensando che in qualche modo le cose
si aggiusteranno.
Il motto di Beethoven era infatti:
«Non un giorno senza un rigo.»
Ogni giorno
puntualmente egli scriveva musica.
“Il grande musicista non arrivava mai al
tramonto senza
aver lavorato con assiduità.
Sfidarsi costantemente
è fonte di una forza immensa.”
Pneuma in Volo
Avvolta tra le calde
braccia dell’amore.
un amore disumano
che nulla ha di terreno…
L’Amore per l’Amore
che pochi hanno il piacere
di incontrare…
Io lo avverto:
è in me, mi possiede,
mi tiene avvinghiata alle sue braccia,
mi rende Mitra,
ma di altrui Luce brillo…
Una Luce rubata,
interiorizzata per non morire,
per rendere Viva un’Anima
che ascolta una divina
e celestiale Armonia
che al mondo non appartiene,
che pochi possono Udire;
che Vede oltre ogni cosa celata,
che va oltre la superficialità terrena
e da sola,
sperando di trovare la Completezza,
VIAGGIA NELL’ARIA,
Leggera e in Cerca di Ali
per non precipitare nel Buio
di una notte
Senza Stelle…
Nell’Attesa Ritorno a Sognare
Calda notte mi attende
che precede un giorno di Libertà;
un incontro desiderato,
il mio sguardo
nei tuoi occhi compenetrato…
Amore sincero, puro, vero,
Combattuto e distante,
inaspettato e inebriante…
Mi spaventa, ho paura
di lasciarmi andare,
di vivere e non stare male.
Il tuo volto delicato
vorrei poter accarezzare
ogni volta la
paura mi assale:
vorrei allontanare
la voglia di tornare
a non sognare,
a non desiderare,
ma è più forte
la Luce che verso
te mi guida
e mia allontana
dalle tenebre
nelle quali da anni
mi sono rifugiata
privandomi di Vivere,
spezzando le mie ali,
soffocando i miei sogni
che ora, da quando
ti ho incontrato
ricominciano a Voler Volare…
Il nuovo abito
Mi vesto di coraggio
Senza più attendere
Salvezza da cose e persone
Mi vesto d’amore
Senza più chiedere
A Dio qual è il suo nome
Mi vesto dei ricordi
Senza più spogliarmi
Dei passati dolori
Mi vesto di un sorriso
Che non è più falso
E bugiardo in viso
Mi lascio avvolgere
Dall’amore
Mi lascio guardare
Dai tuoi occhi
Mi lascio Sfiorare e toccare
Dalle tue mani
Che emozione!
Alcuna cosa terrena
è paragonabile
a tali sensazioni
Un’ondata di delusione
Vorrei piangere per ore
Dio solo sa quanto la amo
E quanta rabbia vorrei gridare
Non riesco ad accettare
Il suo non aspettare:
sparire e regalare la sua libertà
dopo aver tentato di guarire
per donarle la felicità…
Lingua di fuoco
Sbatte e ribatte la mia anima,
il mio corpo, i miei organi;
tutto è avvolto da un’estasiante vento
violento di passione…
esplodo di un piacere eterno
fin’ora mai provato
e continuo ad inondare le tue dita
col nettare dell’amore…
Ti sento,
mi possiedi;
sono tua,
tu sei mia per la prima volta:
mi emoziono,
mi sento in un idilliaco mondo
nel quale vorrei restare
per il restante dei miei giorni…
In questa notte mi ha rapito il piacere,
mi hai fatto tua
come mai nessuno ha saputo fare.
Ti sentivo muovere,
avrei voluto continuare a ripetizione
senza mai arrestarmi…
Volevo gridare, volare,
raggiungere tra le tue braccia
l’infinito cielo,
lasciarmi bagnare da
nuvole di pioggia che null’altro
avrebbe bagnato che noi,
soltanto noi: dannate amanti
agli occhi di chi non può comprendere
questo amore: una tale indescrivibile passione…
Le mie dita
scivolavano sul tuo
corpo vellutato
generando un piacere
che alla terreneità
non appartiene…
il capo sentivo scoppiare ,
scorreva ad una velocità
incontrollabile
il sangue
ormai diffuso diramandosi
in tutte le direzioni
e donando piacere
ad ogni angolo del mio corpo.
La tua immagine di godimento
Era lo specchio della mia eccitazione
Scoppiava il cuore
Di gioia e piacere
T’ho stretta più volte
Immaginando di penetrare
e fordermi in te…
I tuoi baci, il tuo sapore,
l’odore…
il calore insopportabile
non a causa di un piumone,
ma per un eccesso di passione
una notte da non dimenticare
che ci ha fatto diventare
una lingua di fuoco
in mezzo al mare
Un’anima
Ricordi?
Dimmi che di tanto in tanto ci pensi…
La musica, la nostra,
si diffondeva
In quella sala priva di amore,
desiderosa di vita…
solo i nostri sguardi,
vivi nelle tenebre,
si incrociavano e
desideravano un’emozione…
una sola emozione!
Rispettavo il tuo essere graduale,
ti sfioravo per ore
accarezzandoti con un dolce respiro
che da solo bastava
per farci rabbrividire dal piacere:
unico, divino…Vivo…
forse provato per la prima volta
in tutta la nostra confusa, triste, ossessiva
sterile o compulsiva esistenza…
Tutto, niente…
Noi siamo il giusto!
Avevamo smontato con la sola
Forza dell’Amore
Quella dicotomia che fino ad allora
Quotidianamente le nostre vite
Aveva caratterizzato…
Tu …non tutto! Semplicemente tu,
felicemente NOI !
Unite come due rari
Tasselli di un mosaico
Raffigurante la vita;
due meravigliose creature
composte dello stesso materiale;
unico e pregiato:
ANIMA, UN’ANIMA!
“Ce la farò”!
Ho vagato
A lungo, per tanto tempo
Senza meta
Aggrappata a innumerevoli incertezze
Consumata da false prodezze
In lungo
In largo
Senza meta,
mai da sola
Per quanto La Solitudine
abbia tentato
Di raggiungermi divenendo
L’ombra da me più temuta.
Ora non ne ricordo più la forma,
ma sento il peso
che talvolta ancora mi affatica
e mi vorrebbe
riportare
in quelle braccia
per stringermi così forte
tanto da farmi male…
non voglio più quel abbraccio
non voglio più quel “viziato” amore
voglio sentire la fatica di ogni mio passo
gioire alla riuscita di ogni piccola salita
scendere in quel vortice di emozione
del quale prima ne negavo l’esistenza…
Affondare
Riemergere
Osare e non più
Soltanto aspettare
Un’ancora che mi venga
A salvare
Cammino
Corro
Cado
Mi rialzo
E …
Ricomincio a camminare…
Tutto questo, prima,
non avevo il coraggio di fare…
Forse il merito è soltanto mio,
ma per il momento non importa
pensare se qualcuno dovrò ringraziare…
chi sta cibando il mio cuore con infinito AMORE
è ricambiato, giorno dopo giorno,
con le mie riuscite ;
piccole, ma decisive vittorie
che col tempo saranno
VERA E AUTENTICA
FELICITA’
Da godermi con chi mi sta accanto
E ogni giorno crede che…
In Ricordo di Mamma Carla
La mia luce
Racchiusa
Per mesi
Nell’intimo universo
Dove tutto
Appare dalla struttura
Di marzapane…
Spingi il mio corpo,
piccolo,
tenero,
fragile
verso
un tunnel
oscuro :
piango, ho paura!
Non vedo nulla,
ma ciò che avverto
è a me estraneo;
ora, sul
tuo ventre
sento nuovamente il calore…
Non più racchiusa
nell’imbottito giaciglio,
scopro il tuo volto:
La mia Luce !
Sul suo grembo
Mi raccontava tutto…
Mi parlava, mi parlavano…
talvolta sentivo la voce di un uomo,
diceva di chiamarsi papà…
ma non trascorrevo molto tempo con lui…
io con lei andavo ovunque
e mi descriveva tutto quello
che dopo pochi mesi
avrei visto con i miei occhi.
Arrivò il giorno!
L’Italia ai Mondiali
così diceva papà
e io non capivo di cosa
stesse parlando…
Tra tanta euforia
Il mio pianto:
deciso, acuto…
Il mio corpo nudo
qualcuno alzò al cielo
e mi divisero da lei.
Non capivo cosa stesse accadendo…
In un pianto disperato
comunicai la mia paura
poi, sul suo grembo,
mi addormentai sicura
La vita: il regalo più bello
Dalla terra
Al seme
Dal seme alla pianta
Dalla pianta l’albero…
E il Principio?
Racconti di tristi momenti
di metamorfosi universali;
invece…
pura,
inspiegabile Magia!
Cos’è un bimbo?
Una Meravigliosa Creatura
nata da un
Magico atto d’Amore…
Rinascerei per percepirlo come tale.
Rinascerei senza piangere,
senza paura,
captando ogni emozione
generata da quell’atto d’amore…
Rinascerei dallo stesso grembo,
sceglierei la stessa Vita,
perché, anche se intrisa di sofferenze e difficoltà,
E’ MIA! E’ il regalo più bello
Che abbia mai ricevuto;
e i regali non possono
essere rifiutati…!