Ho liberato un aquilone
Ho liberato un aquilone
aveva sulle ali
i miei sogni
infantili.
Li ho visti sciogliersi
in una clessidra,
odoravano di pane,
vaniglia e zucchero
filato,
cantavano ancora
conte e girotondi
di fratellanza.
Ho liberato un aquilone
e nel vento
ho ritrovato
i voli interrotti
da stormi alla deriva
che confini invalicabili
avevano deviato
per correnti
contrarie.
Ho liberato un aquilone
avevo con me
la luce della speranza,
ha risvegliato
il mio bambino
dormiente
nel suo caleidoscopio
puntato
verso il cielo.
Ho liberato un aquilone
dentro
la pagina di
un libro ,
era scritto:
oltre il silenzio
c’è
solo l’eternità.

Libertà
crocifissa
sul Golgota del potere.
Come gabbiano
smarrito
torni
a nasconderti
negli anfratti
invisibili
di scoscese
scogliere:
affidi
alle onde
il sogno
del tuo volo
e ti addormenti.
Libertà
ti illumini
nel notturno
della mia anima
quando libera
ti distacchi
nell’infinito.
Viaggi
con la speranza
e
cavalchi
le cime spumose
nelle sembianze
di un antico
cavaliere.
Libertà
dentro un sepolcro
imbiancato,
cantata
dai poeti,
luce e
oblio
di giovani sogni
perduti
in un giorno
di primavera.

Una foglia d’autunno
Mormorava il ruscello
con la sua fonte
di acqua pura,
con le sue risate
quando faceva le curve.
Veniva il vento
a carezzare tutto
e i fiori si aprivano
ogni mattino,
e le rondini cadevano
dal cielo
e risalivano con un salto.
Era ancora bello
il mondo,
ma io ero cambiata:
piccola foglia
staccata dal ramo,
ondeggiavo nell’aria,
volavo e passavo,
non volevo morire,
non volevo addormentarmi.

La prima pioggia di settembre
Bella questa
prima pioggia
di settembre,
che, leggera,
si adagia sulle tue foglie,
già variegate.
La senti,
è dolce,
come una carezza
che ti sfiora, fresca,
e rinnova la tua linfa;
come piccolo ruscello
si allarga dentro di te,
e guarisce le ferite
della violenta calura estiva.
Ma quanto breve è
il tempo della serenità!
Grossi nuvoloni
si alzano all’orizzonte,
un vento improvviso ti scuote
e la pioggia violenta,
impazzita, rimbalza
di foglia in foglia.
E’ questa la tua vita:
brevi momenti sereni,
piccole pause
dentro lunghe stagioni
tempestose.

La marcia dei migranti
Andiamo…
Sui fianchi
un ritmo cadenzato,
uno, due…
non è una danza,
uno, due…
è la marcia
dei migranti.
Avanziamo…
Inghiotte
la sabbia
i nostri passi,
uno, due…
a due a due
uniti nel buio,
uno, due…
non è una danza,
è la marcia
dei migranti.
Qualcuno è caduto,
qualcuno è morto,
qualcuno si è rialzato,
uno, due…
lo sciabordio
di remi,
uno,due…
al buio
a due a due,
un gommone per casa,
gli occhi rivolti
al cielo.
Dio !!!?
Uno, due…
Il nero degli abissi,
uno, due…
tanti!!!
Dio!!?
Uno, due…
A due a due
tanti
una ghirlanda di corpi
intrecciati,
uno, due…
scende nel silenzio
del mare.
Andiamo…
non è una danza
Uno, due…
È la marcia
dei migranti.
Dio!!?
Chi ha deciso
che dobbiamo morire.
Uno, due…
Migriamo per
non avere più
fame, sete,
dolore,
migriamo,
uno, due…
ci conduce il vento
e il mare.
Uno, due…

Andare
Andare
pellegrini
per le strade
del mondo.
C'è
una solitudine cosciente
anche
in un cuore felice.
Immensa
la solitudine,
immensa
la speranza.
Andare
pellegrini
per le strade
del mondo,
alla ricerca di un posto
dove
l'amore sia legge
e la vita il riscatto.
Ora so,
ora devo andare.
Infinita la strada:
le mie scarpe,
piccoli ,fragili ciottoli.

Una vita
Volli e cercai
solo ciò
che è fuori
dalle usuali prospettive.
Imparai
che l’originalità
si ostenta
e l’unicità
è
degli esseri puri.
Seppi
che l’essenziale
è realizzabile.
Mi dissero
di fuggire
da me stessa:
io mi cercai,
mi ritrovai
dentro di te.
Gioii
delle nostre
bianche solitudini.
Mi convinsi
della purezza
come un pregio dei forti.
Ignorai
l’eroe mediatico,
frugai
nelle piccole cose
l’eroismo
integrale.
Nacqui
ad ogni minuto
per sentire la vita.
Che tristezza,
essere soli a credere!
Prossimi
varcheremo
io e te
la soglia del silenzio.
Che tristezza,
essere soli a credere!

Viaggio
Cerco venti,
cerco correnti
favorevoli,
vado lontano:
cerco
la mia anima!
Dove vado?
Dove porto
il mio cuore?
Vado
a vele spiegate,
cerco un vento
propizio
che conduca
fino alle stelle.
Voglio andare
lassù
tra le luci
e spiare
i fantasmi
di ghiaccio.
Posso arrivare?!
Mi lascio andare,
non torno
più indietro:
è la mia anima
il posto che cerco,
il mio paese,
la mia dimora.

Incantesimo
Quando
le nostre stelle
si incontrarono
per la prima volta?
Ora sono
insieme
in paradiso
e diffondono
radiosità
su questa
magica
notte.
Tessono
incantesimi
per noi!
Che io
possa camminare
attraverso
lo specchio
invisibile
dell’aria
e vivere
l’incantesimo
che
abbiamo
dimenticato!

Angoscia
Si acquieta
l'angoscia
allo stormire del vento
come
una nenia
che placa
il pianto di un bimbo.
Si fa struggente
il desiderio
di vivere,
sento
avvicinarsi
la morte:
ha il volto
della mia solitudine .
Le mie ali
guizzano
impotenti:
solo il pensiero
vola
per mondi lontani.
Sento
su di me,
immenso,
sovrastarmi il cielo:
sono piccola
e fragile.
La mia ribellione
è
un tenero
alito di vita,
rassegnata,
docile,
impotente.

Luce
Luce,
luce,
luce,
quando le tenebre
ti offuscarono,
o giorno,
tutto divenne buio:
per l'amore,
per la carità,
per la pietà,
per l'amicizia,
buio per tutto.
Dove sei luce!
Sei scomparsa
dietro gli occhi
del mio bambino.
Luce,
dove potrò mai
ritrovarti,
ora
che ho perduto
il mio paradiso!
Non sento più
il dolce suono
della risacca,
gli alberi
sono spettri
che cantano
un lugubre canto
di civetta.
Questo suono
di morte
che non accenna
a scomparire,
scava in me
profondità enormi,
seppellisce
i teneri sorrisi
le calde speranze
i cari sogni,
fa
della mia memoria
il sepolcro crudele
dei miei ricordi.

Pioggia
Nella notte ho aperto
gli occhi nel buio
ed ho ascoltato...
Pioveva piano...
un fruscio leggero
di mille gocce...
Non c'era vento:
solo quel silenzio
e il pulsare del mio cuore.
Senza confini
sembrava la stanza:
immensa e scura.
Nel buio
in quel silenzio stanco
ascoltavo il mio pianto..

Fede
io credo nell'amore
come un dono dei forti
per sopravvivere.
io credo a mani unite
come luce e buio nel giorno.
io credo
che vivere al di fuori
di convenzioni stabilite
sia l'unica strada possibile.
io credo
e guardo le stelle
fermando attimi
oltre i silenzi siderali
di verita' sconosciute.

Era postmoderna
Non ci sono
più guerrieri
intrisi
di sangue eroico.
Un fungo
velenoso
è rimasto
padrone
di una valle
divorata
da locuste voraci.
La vita
è silenzio,
agghiacciante
solitudine
lamentosa
di api melliflue,
voce
disperata
che chiama,
e
l’eco
si spegne
nella voragine
del tempo.
Non ci sono
più guerrieri
intrisi
di sangue eroico
versato
per la libertà:
un grande
occhio
unico sguardo
ci domina
tirando i fili
del nostro destino.

Preghiera
Tendo le braccia,
come
rami nudi
verso l’infinito.
Un occhio
di cielo
si dipinge
di stelle,
come il manto
di una Madonna antica.
La mia preghiera
sale
fino a Te,
o Signore,
libera,
primitiva,
come all’alba
primordiale
del mondo.

Ho visto un uomo morire
Stanotte
ho visto un uomo
morire.
A poco a poco,
stanotte,
ho visto un uomo
morire.
Il suo cuore,
il suo infinito,
soffocati nelle ortiche
di un mondo
che, forse, non era il suo:
ansia senza origine,
lacerante memoria
che non è ricordo,
vento che spazza,
istante dopo istante,
la coscienza sofferta
di una immodificabile struttura.
Stanotte
ho visto un uomo
morire.
In un altro luogo,
stanotte,
la luna ha preso il suo volto,
gioca, si tuffa, penetra
in una finestra dischiusa,
rischiarando un corpo di donna,
avvolta in un pigiama,
ma nuda,
nuda nei suoi pensieri,
attende, con pianto forzato,
il coraggio di annullare,
cancellare,bruciare,
l’ammasso di una pietà
per una nuova unica primavera
che la renda, se vuole,
finalmente felice.
Stanotte
ho visto un uomo
morire.
La luna illumina il suo volto
e mi accorgo
che non è un uomo,
ma una macchina, un robot, un automa.
Stanotte
non mi sono vestita di nero,
ma di bianco, solo di bianco,
per andare incontro
alla nuova unica primavera,
ritrovando me stessa,
il mondo,
e il vento non spazzerà più,
istante dopo istante,
la mia anima
e questo 21 settembre
non sarà che un giorno come gli altri.

Natale
Ti riscopro,
stanotte,
nelle bianche luci
sparse sul ramo
secco di ciliegio,
come stelle
di strane costellazioni
perse nel cielo,
appoggiate
sulla piccola grotta,
dove,
mani innocenti
hanno deposto
statuine dipinte a mano.
Ti riscopro
nelle voci argentine
che intonano
allegre canzoni ,
nelle risate,
nelle mani esperte
che creano dolci
di mille forme e sapori
Ti riscopro
in questa
tiepida dolcezza
che mi invade,
nel calore dei miei affetti
più cari,
nelle ciaramelle che
dalla strada riportano
antichi odori
di vaniglia e vin cotto.
Ti riscopro,
in questa nebbia
che, bugiarda,
mi lascia intravedere
sogni che non ho più,
speranze che
solo il domani mi rivelerà.
Ti riscopro,
triste e malinconico,
come un vecchio amico
che ogni anno ritorna,
per ricordare insieme.

Futuro
Sono qui, aspetto
… non ci sarà ritorno.
Muoio un poco
giorno dopo giorno
e… non lo sai.
Hai lasciato ricordi
parole…sorrisi
ansie…paure
speranze…un amore
da custodire.
Hai lasciato un’esistenza
solitaria… i silenzi
nutrono i pensieri
giorno dopo giorno.
Sono qui… non ho altro
il tempo …a……vanza
con speranze inutili:
… alla deriva
l’ approdo ha il colore
delle attese…mi accoglie
una profonda tristezza
senza fine…
l’ amore… non mi nutre più.
Vorrei … tornare indietro!
Vorrei barattare tutta la vita
per un solo unico sogno
…mai vissuto!

Primavera
Gioca un tiepido vento
a cacciare
le chiare nuvole:
le arruffa,
le scompiglia,
le lacera,
le disperde lontano.
Tintinna contro i vetri,
spalanca
qualche finestra.
Si punteggiano
le siepi
di candidi boccioli,
odorano i tronchi,
odorano le foglie,
odorano i pendii
gialli di primule.
Si affaccia
sorridente il sole,
cerca i nidi
sotto le grondaie:
i fringuelli
studiano versi d’amore.
Questo lungo
inverno è passato!

Silenzio
Si disperdono
le parole
in tanti pulviscoli,
seguendo nuvole
di pensieri,
salgono
nell’aria
come aquiloni,
ondeggiando
danzando
ruotando:
parole tristi
parole allegre
parole dolci
parole aspre
parole grigie
parole colorate,
su,su, in alto,
sempre più su
nell’infinito...
Esplode
all’improvviso
il silenzio:
ascolto la sua eco
che mi conduce
nelle grandi vallate
della memoria.
Scendono
i miei passi,
timorosi, leggeri,
nella profondità
della mia anima:
mostra
il mio volto
il dolore,
il mistero
e il fascino
della mia storia.
Nei miei occhi,
riconosco
i segni lasciati
dagli amori finiti,
come impronte
indelebili
dal mare
abbandonate
su rive deserte.
Solitaria
la mia ombra
ne ascolta
le voci
e i racconti.
