Il 25 agosto del 1962 in quel di Foggia ci fu una scossa di terremoto abbastanza intensa da lasciare bloccata nell’ascensore del suo condominio,
la signora Anna Maria. Fin qui nulla di eccezionale. La straordinarietà sta nel fatto che Anna Maria era incinta e mancava ancora un pò al parto. Evidentemente la paura fu tanta che il giorno dopo ,il 26 , fu costretta ad anticipare il parto di qualche settimana e rischiò perfino di morire dando alla luce Alfonso che fu letteralmente preso col forcipe,perché….
Non lo ho mai saputo il perché né mai lo capirò!
Evidentemente dovevo svolgere qualche compito importante.
Improrogabilmente, sconosciuto comunque.
Forse oggi qualcosa è più chiaro,ma ci andrei cauto.
L’ipersensibilità credo parta da quella scossa tellurica e il tentativo di esserne interprete mi porta oggi a riuscire a leggere,tradurre,amplificare,suscitare le emozioni in ognuno di voi,dando una lettura personalissima della realtà,dei pensieri,dei sogni che abbiamo e molte volte non abbiamo il coraggio di esprimere,per pudore o per riservatezza.
Questi tempi privi di riferimenti mi stimolano e incitano a dar voce anche ai pensieri inespressi . Non sono così megalomane come potrebbe sembrare,sia ben chiaro,ma credo che a questa età si debba necessariamente lasciare qualcosa a chi viene dopo di noi. Lasciare il mondo migliore di come l’abbiamo trovato diventa una volontà responsabilmente decisiva,per chi crede in questo.
Ognuno nel suo piccolo e nel modo più consono alle sue capacità e potenzialità deve fare qualcosa per questo mondo apparentemente impazzito,richiuso su se stesso ed egoisticamente insensato.
Lo dobbiamo,ribadisco,per il bene dei nostri figli.
Gli anni di volontariato nello Scoutismo,la laurea in Scienze Politiche, le esperienze di lavoro con gli immigrati extracomunitari,l’impegno politico,hanno sicuramente contribuito a darmi una visione della realtà più sfaccettata,più ricca possibile e il mio scrivere,che non è cosa di oggi ma risale alla mia adolescenza, oggi è semplicemente un rilevare con occhio di lince, quello che “ è” , e il mio orecchio musicale,fa sentire ciò che spesso non si ode neanche con il cuore…
Non è presunzione ma sola e pura consapevolezza dei propri carismi.
Ho imparato a dar corpo, in forma diciamo poetica, a ciò che riesce a far vibrare la mia anima.
Oggi so che posso aiutare altri a far vibrare la propria.