Il brigatista e il partigiano nel racconto di Adriano Sois

il Tirreno — 17 novembre 2009   pagina 10   sezione: LIVORNO

 LIVORNO. Di nuovo in gioco, e questa volta su un fronte decisamente storico politico. Adriano Sois, dal 1975 al 1985 assessore comunale, nell’ultima pubblicazione “Fuori dal Branco” medita con occhio più sereno e maturo, su avvenimenti che hanno sconvolto l’Italia, dalla Liberazione ad oggi. Ma la riflessione viene da lontano, da anni di appassionata partecipazione alla vita sociale, tipica della sua generazione. Adriano Sois, dopo aver navigato per sei anni nella Marina Mercantile una volta tornato a terra, si impegna nella politica, nell’attività sindacale, nel lavoro e nello studio, mantenendo però una fervida fantasia. Nascono così i suoi libri: Dietro l’angolo, Gli specchi deformi, Saudade, Il patto originale, Il gatto dentro. “Fuori dal Branco, ed il titolo è già una chiave di lettura, comprende due storie diverse, due racconti brevi ed intensi. Il libro, edito dalle Edizioni del Boccale, è stato presentato alla Gaia Scienza dalla professoressa Eleonora Chiti che lo ha scandagliato punto per punto, rilevandone la credibilità storica e psicologica. Walter, brigatista stanco dell’utopia che l’ha portato ad uccidere, intesse col partigiano Valerio un lungo dialogo, in cui i due ex combattenti, seppur in fronti tanto diversi sotto il profilo morale ed etico, scambiano ricordi, riflessioni sulla storia col rifiuto della violenza, storie d’amore. Il secondo racconto “Rivadoro” ha l’incipit della fiaba. E si traduce in una satira, nemmeno tanto velata, di quanto accade oggi, in politica dove, chi esce dal branco, sbilancia maggioranza e opposizione, fonda un partito con un nuovo programma: rilanciare il turismo. E la politica dove è finita? Si allude per caso al Cavaliere Nero? Può darsi.

Angela Simini

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