Adriana Messina

Bello, però...

E' bello ricordare...
quel tempo che non si contava,
la luce fatta del giorno
ed il buio che voleva dir notte.
E l'odore di quel pulito
di biancheria asciugata al sole.
Che gioia, quelle tavole imbandite !
Che dire poi,
di foto un po' ingrigite,
che ci guardano da giorni lontani?
Però,
non è certo meno bello,
un aereo che passa veloce,
che viaggia verso il futuro.
Meraviglioso è questo momento.
Mi giunge da ieri,
mi suggerisce il domani,
ed io posso viverlo...
Soltanto ora !

 

Notte verrà

Vivo e,
mi proteggo dalla vita.
Da dietro una vetrina,
guardo la vita scorrere.
Mi appartiene,
ma non posso averla.
Una mano si allunga
si protende verso me.
Il vetro ne impedisce il contatto.
Il sole  da fuori,
riscalda la pelle,
ma ustiona l'anima.
Fa male quella vita che passa
 e non si cura di  me.
Mi ignora.
Mi accoccolo sul pavimento
e nascondo lo sguardo,
 sulle ginocchia il volto.
Aspetto che muoia il giorno.
Sono stanca ora.
Finalmente notte verrà.
Fredda e scura,
ma bella ,quella notte sarà...

 

Da “Vivere”

Vivere

Vivere,
è vedere dai vetri appannati
di una finestra,
giocare i cormorani,
tra l’acqua e il vento
in un grigio mattino d’inverno.
Vivere,
è svegliarsi e sentire
il proprio cuore che batte,
di gioia, del niente.
Vivere,
è ascoltare un canto,
un pianto,
un richiamo lontano.
Vivere,
è attendere che passi un dolore,
assaporarne ogni respiro,
e tornare a gioire, dopo,
e capire il valore
di tutto quel… niente!

 

La notte

Fermati e ascolta
la voce del silenzio;
fermati e guarda
la luce che illumina il buio.
Se sai ascoltare,
se sai vedere,
non c’è aria senza voce,
non c’è buio senza luce,
nessun anima che tace.

 

Il cipresso

Quando qualcosa,
bello che sia,
nasce nel posto sbagliato,
ha solo due possibilità:
crescere sulle rovine di ciò che c’era prima
o morire molto presto.

 

Se fossi…

Se fossi un pittore,
catturerei la luce della sera, quando il sole è appena sparito.
Se fossi un musicista
la voce della natura, in ogni sua manifestazione.
Se fossi un poeta,
canterei l’amore che sento tra tanto dolore.
Ma quando io provo a fermare, fissare,
sentimenti, emozioni, sensazioni,
mi sento incapace…
un essere umano non può!

 

Da “Un paio di ali”

Io e … il vento

Mi giunge col Vento dell’Est
un dolce pensiero
che odora di fresco
di giorno che nasce.
Mi sfiora gioioso
la pelle.
Quel Vento che viene dal mare
che sa di sale,
di cui assaporo la vita.
Lui sfiora i campi
di grano,
mi porta il calore del sole,
e con l’afa … il sudore.
Ma poi, alla fine,
col giorno che muore,
si innalza
e dal cielo stellato
il Vento cattura una luce,
la avvolge
e mi dona un pensiero,
sereno,
che dura una notte soltanto.
Finché torna ancora,
di nuovo,
quel vento da Est
a dare senso
al mio giorno che nasce,
nasce di nuovo,
di nuovo col Vento.

 

Minatore

-Chi sono io?- Mi chiedo.
Mi cerco intorno e non mi vedo.
C’è suono, c’è luce.
La vita.
Poi entro nel buio
di questa miniera,
io temo il silenzio
l’assenza di luce,
che vado cercando
se non terra e terra?
Un bene prezioso
forse
ma a me toglie vita
nascosta qua sotto
mi spengo al mondo.
Vorrei raccontare chi sono.
La vita che ho dentro.
La gioia infinita,
che muore ogni giorno, che mai vedrà luce
se non quando a sera tornando nel mondo,
di nuovo nel buio,
un buio diverso,
vorrò raccontare …
Mi guardo intorno,
non vedo nessuno.
Di nuovo son solo.
Tutto riposa …
-Chi sono?- Mi chiedo.

 

Oggi

Se chiudo gli occhi
e viaggio a ritroso,
ricordo la grande voglia
di andare …
Tra le stelle
spiavo il domani
oppure i ricordi
cercavo nel mare.
Finché un giorno
Sospinta dal vento …
Mi accorgo che ecco,
è giunto il presente!
Quello che conta,
che conta davvero,
succede ora.
Che non m’importa
Cos’era ieri,
non so che vorrò domani.
La vita che vivo
È un giorno soltanto …
Oggi.

 

Festa nel borgo

Passa tra vicoli antichi
un rombo sonoro.
Finestre mute, spiano.
Timorose vibrano,
passa la vita,
invidiata.
Emozione, libertà non vissute.
Occhi timidi,
spenti da tempo,
mostrano lampi di luce.
Improvvisi.
Lontano l’eco,
ora risuona.
Si placa il tumulto.
Si chiudono le imposte.
Si torna a sopire.

 

Sospiri

Non ti ho mai visto
eppure ti conosco.
Non so come sei fatta
eppure mi piaci.
Non ci siamo mai incontrati
eppure mi manchi.

 

Aforismi e brevi pensieri
Da “Vivere”

La solitudine

Generalmente non sono una persona triste. Quando mi lascio prendere da questo sentimento è perché mi sento sola. La solitudine dunque è per me la maggior responsabile di tristezza.
E solitudine non è solitudine fisica. IO SPESSO SONO SOLA ANCHE TRA TANTA GENTE.

 

L’urgenza di “scrivere”

Mi sveglio di notte con pensieri chiari che avrei bisogno di fermare subito sulle pagine di un quaderno. Spesso però mi è impossibile alzarmi senza che mi sentano e per evitare l’imbarazzo di spiegare questa mia smania imparo a memoria le parole con la speranza di non dimenticarle fino al mattino. Spesso ci riesco ma certe volte mi sveglio con il rammarico di non ricordare.
Appunto pensieri su qualsiasi cosa. Questo è difficile da comprendere per chi non prova l’impazienza di fermare le emozioni o la chiarezza di un concetto che si rivela tale solo in quel preciso istante, e che mai tornerà così facile da esprimersi.

 

Non cerco fuori di me

Oggi, per la prima volta da tanto tempo, mi sono svegliata contenta per quello che ho e sono. La mia serenità non viene da nessuna situazione o persona che sia “fuori” da me.
Quindi, probabilmente per la prima volta, sono consapevole di vivere per me e di poterlo far bene senza la paura della solitudine che spesso mi porta a cercare compagnia a tutti i costi.

 

Non posso ripetermi

Ho scoperto di non riuscire a vivere il già vissuto; riscrivere una storia già scritta.
Anche solo un attimo dopo, il mio vissuto è passato e cerco qualcosa di nuovo e di bello nel futuro! Non deve essere necessariamente sconosciuto o estraneo, l’importante è che non sia la copia del passato, del già vissuto.

 

Da “Un paio di ali”

Un paio di ali

Sono certa di essere nata con le ali. Non sempre ho saputo volare …
A volte ho permesso al vento, al sole, alla pioggia di orientare il mio volo.
Quello che più ho temuto però sono state le parole di chi ha tentato di interromperlo, regalandomi una morte interiore. Mi avrebbe tolto la libertà , avrebbe privato per sempre i miei occhi della loro luce. Sarebbero divenuti tristi e sfuggenti
Ho ripreso a volare … sono libera di vivere ciò che sono.

 

Il sogno

Il sogno è una bellissima farfalla; perché possa volare si deve solo ammirarla, se la tocchi, non vola più!
Anche la fantasia fa volare in alto, ma non lasciarti vincere dalla tentazione di renderla reale, di vederla fisicamente.
Tutto potrebbe svanire e di quella poesia resterebbe solo la normale realtà.

 

Fin qui …

… Non posso raggiungere la vetta di quel monte.
Non posso spendere i miei pensieri in sterili fantasie.
Posso però godere del prato verde che ai piedi di questo monte mi offre ospitalità.
Perché dunque non trarre conforto nel poco a disposizione, anziché affannarsi per ottenere ciò che forse non avrò mai?
Se è vero che dalla vita vissuta si trae esperienza, questo è quello che ho imparato fin qui.

 

Bambini

Oggi comprendo a pieno perché mi piaccia tanto l mio lavoro.
Stare con i bambini mi rende serena perché con loro, lo scambio d’idee, progetti, emozioni e sentimenti, è un’operazione fluida e naturale che non mi reca alcuna tensione, ansia.
Con loro non mi devo preoccupare di analizzare ciò che ricevo, perché i bimbi sono sempre “veri” e non filtrano i loro pensieri prima di esprimerli.
Ancora non portano quella comoda maschera che indosseranno da adulti, e che io ancora faccio fatica a indossare …

 

Spettatrice

Sono spettatrice di uno spettacolo di cui ho preso parte e ne sono uscita.
Gli attori continuano a recitare quello che anch’io ho recitato.
Interpretano e soffrono lo spettacolo della vita.
S’interrogano.
M’interrogano.
Chiedono spiegazione e consiglio.
Cercano di strapparmi dal mio posto di spettatrice, in platea.
Vorrebbero di nuovo avermi sulla scena, con loro. A recitare.
Io cerco di spiegare … ma le parole che escono dalle mie labbra, vivide e sonore, giungono alle loro orecchie vuote e senza suono.
Così io resto lì, spettatrice attenta ma distaccata, di uno spettacolo che non mi appartiene più.

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