Praha /Muenchen
Il paese dei tetti a punta e delle mele rosse
Sempre di corsa, sempre agitata (affantillata), nuovo tour, nuova
avventura.
Dopo una mattina alquanto pesante, dopo l’abituale alzataccia alle
4.30, eccomi arrivare di corsa, con tutta la truppa, alla stazione di
Chiusi C.T. per prendere il treno IC Plus 586, in eterno ritardo ma il
22 settembre 2006 miracolosamente puntuale…mica perché dovevo
partire io…col “nuovo” orario 14.23 anziché 14.11, diretto Milano
C.le…ma tanto noi scendiamo a Bologna C.le, stesso orario 16.40 con
12 minuti di ritardo ma giusto in tempo per prendere la coincidenza
per Venezia S.L. ore 16.55 iR 2240, con orario in arrivo previsto e
mantenuto 19.03.
Coincidenza fortuita e fortunata, non quella a Bologna ma quella a
Prato, incontrare il nostro caro e vecchio (non per l’età) amico Max,
diretto a Milano.
Quando si è seduto di fronte a noi, mi ha guardato in modo strano…
certo ero un po’ rimbambita (stranita) dal pisolino appena fatto, dalle
mie perenni corse che sono diventate maratona, che è la
vita…dall’alzataccia… ma non credevo di avere i capelli più dritti del
solito, o il trucco disfatto, visto che non mi trucco….mi faceva cenni
che non riuscivo a comprendere... poi l’illuminazione, si è accesa una
lampadina…avevo visto un signore distinto vicino a me, ma non era di
faccia e non avevo spiato chi fosse…
Chi ti vado a scoprire??? Un noto parlamentare che, se non me lo
avesse detto Max, io non avrei certo riconosciuto, nemmeno se fosse
stato seduto di fronte a me…il nome mi diceva qualcosa, ma il viso
non mi avrebbe detto nulla…io non accendo quasi mai la Tv, e non
certo per i Tg…
Comunque ero seduta vicino a questo qui, ma non cambiato nulla…
Doveva cambiare qualcosa??
Non avevo visto nemmeno l’ovalina…
Insomma a Bologna abbiamo abbandonato Max e il noto parlamentare
al loro destino (o viceversa???) e siamo volati verso Venezia…
Venezia al Tramonto
Stazione di Chiusi
Capitolo 2
Certo Venezia è sempre Venezia…
Mascherine di ceramica ti guardano mentre passeggi per l’atrio della
stazione… e ti specchi nei vetri di Murano…
Scende la sera e poi la notte… mentre noi, passeggiando, aspettiamo
il treno per Praga.
…il supertreno, l’italsider, il turbostar, il superstar…No..no… è solo
un EN…normale EN…EN 239 Allegro Don Giovanni, ultimo binario,
vagoni rossi, vagoni blu, belle cuccette rosse vellutate a stelline che
di notte sembrava d’avere un cielo sopra…Il treno aveva questi due
vagoni cuccetta per Praga e poi il resto per Wien West…
Abbiamo dormicchiato bene, nonostante le fermate e gli scambi mi
continuano a svegliare, anche dopo tutti questi viaggi…
Alle 7.15 poi, passando il confine ceco in perfetto orario, ci hanno
chiesto i passaporti, in modo molto scortese, direi… con noi tre
viaggiava una signora che, a detta di mia figlia, aveva il passaporto
neozelandese…che hanno timbrato…a noi nulla.
Dopo non siamo più riusciti a dormire …così dalle 8 alle 11 ci siamo
goduti il paesaggio…il verde…gli alberi di mele rosse…altri cespugli
con grosse bacche rosse…prati, fiumi, boschi…


La linea per Praga è quasi tutta a binario unico, ma elettrificata, con
svariati PL senza barriere protetti lato strada solo da segnali luminosi
(segnali acustici non si sentivano dal treno) .
A Ceské Budejovice c’era un curioso treno a vapore…. Forse un
trenino turistico, con dietro carrozze aperte, forse verso Cesky
Krumlov?


Già in stazione abbiamo cambiato l’euro con le corone e ci è sembrato
strano avere tanta “carta” in cambio di 20 euro…un euro vale circa
28 corone… Le banconote della Repubblica Ceca sono molto “pittoresche”, colorate, simpatiche… le monete sono molto variegate,
da una corona piccola piccola come i nostri 10 centesimi ma color
argento, a 2 corone con 11 lati sempre in argento, a 5 corone …poi 10
corone color rame con incisi gli ingranaggi del famoso orologio
oppure la città di Brno, mentre le 20 corone dorate hanno
S.Venceslao a cavallo … le 50 corone sono bicolori, dorate dentro e
corona ramata con la città in rilievo e il ponte di Carlo in primo piano.
Sul retro di tutte le monete risalta il leone rampante.
Abbiamo scelto anche belle cartoline da regalare…
Poi ci siamo buttati nel dedalo di strade della città che doveva
corrispondere alla cartina, sennò ci potevamo perdere, e prima di
partire dall’Italia ho temuto un po’ ciò perché non avevo studiato e mi
sentivo impreparata. Come Praga è molto facile da visitare e la
cartina era chiara e semplice e soprattutto corrispondente. Certo per
girarla tutta e apprezzarla appieno occorrerebbe almeno una
settimana… mentre in un giorno si potrà vedere giusto il 20 % del
totale.
Avevo studiato un bel percorso che però ho comunque dovuto
abbreviare perché i bimbi non ce la facevano e a volte è meglio
accontentarsi che esagerare… poi il giorno seguente a Muenchen non
avremmo mosso un dito dei piedi senza scricchiolamento e
sbriciolamento delle ossa del tarso, metatarso falangi falangine e
falangette…e muscolatura tipo rigor mortis…
Capitolo 3
Il tratto si è snodato quindi dalla stazione verso Vaklavske Namesti
(Piazza Venceslao) attraverso via Opletalova ma non ci siamo fermati
perché puntavamo alla parte più lontana della città, che, se lasciata
per ultima, rischiava di saltare a causa della nostra stanchezza: il
Castello.


Da Piazza Venceslao per via Narodni e il Ponte Legiì sulla Moldava
da cui abbiamo ammirato il Teatro Nazionale, siamo giunti al Piccolo
Quartiere, dove, logicamente, ci attirava la funicolare del parco
Petrin, ma la lunga fila ci ha impedito di fermarci ed accedervi.

Ecco anche il tram di Praga…davanti al Teatro Nazionale…

Delusi per esserci persi la funicolare, abbiamo ripiegato sull’Isola di
Kampa, col suo ruscello del Diavolo che una volta faceva girare le
ruote dei mulini (il ruscello non il diavolo…) di cui ne sono rimasti
solo tre, in genere trasformati in ristoranti…
Passata la Piazza del Gran Maestro, sede antica del Cavalieri di Malta
e le chiese di S. Maria Vittoriosa e S. Maria sotto la catena, siamo
giunti alla chiesa di S. Nicola.
Capitolo 4
Poi, invece di imboccare il Ponte Carlo, siamo saliti al Castello.
…con splendida veduta della città, con la Cattedrale di S. Vito e il
Palazzo Reale…con le sue guardie all’entrata e all’uscita, immobili
come statue, anche se mia figlia ha detto che ne ha vista una
ridere…per fortuna hanno il cambio ogni ora…Sede del Presidente
della Repubblica dal 1918, anche oggi l’attuale Capo di Stato ha qui i
propri uffici…Imponente fortificazione posta sulla parte alta della
città, il Castello è un vero tesoro e racchiude un tesoro, luccicante e
sfavillante, il tetto brilla in lontananza, le guglie svettano nel cielo e
gli archi rampanti trionfano, rosoni, decori, splendide vetrate e pietre
preziose…


Attraversando il Ponte Carlo….

che unisce la città vecchia al Piccolo Quartiere, isola pedonale
(consentiva il passaggio di quattro carrozze affiancate); ornato da
statue da entrambe i lati alternate a lampioni, una torre di qua una di
là…la Torre del ponte del Piccolo Quartiere e la Torre del Ponte della
Città Vecchia, ma non torri merlate…ma torri col tetto a punta…
…si giunge al Quartiere Ebraico… Varie sinagoghe, un antico
cimitero, vie dai nomi ancora più impronunciabili…
Purtroppo il vecchio cimitero ebraico, con migliaia di lapidi
ammassate, era chiuso, così abbiamo ammirato le sinagoghe, da fuori,
tra cui la Sinagoga Pinkas, Maisel, Sinagoga Vecchia e Nuova, col
timpano a mattoni in cui si prega da 700 anni, Sinagoga Alta,
luccicante d’oro, la Sinagoga Spagnola stile moresco…

Tornando verso il centro ci siamo imbattuti in un ristorante col nome
familiare: “Amici Miei” con in vetrina oli e vini italiani (Sassicaia,
Chianti, Cannonau….volevo entrare e protestare: “Ma d’Orvieto
nulla??”)
Capitolo 5
Ora si punta alla Piazza del Municipio della Città Vecchia, del famoso
orologio, Staromestke Namesti, una pizza…un palcoscenico, in cui
l’occhio vaga e non sa più dove guardare da quante cose ci sono da
vedere…
Già tutte le “case” intorno sono monumenti, opere d’arte, tetti a
punta, facciate decorate, volte nervate, stucchi, trionfi di gotico e
barocco…
Certo il Municipio della Città Vecchia è l’edificio più suggestivo di
Praga, edifici gotici e rinascimentali variamente colorati, mosaici,
con una torre da cui –dice- si gode una magnifica vista della città…ma
noi, per vari motivi, non siamo saliti…


L’orologio, conosciuto in tutto il mondo, opera di un mastro orologiaio
così bravo che fu accecato per impedirgli di costruirne un altro
simile altrove…
L’orologio incanta, rapisce, attrae migliaia di turisti che, occhi al
cielo, osservano la processione dei dodici Apostoli, lo scheletro della
morte che tira la fune e capovolge la clessidra; ogni ora; poi il gallo
che canta e l’orologio che batte le ore; un turco che scuote la testa, la
vanità che si specchia e la cupidigia che rappresenta l’usuraio ebreo
del medioevo…
Sotto l’orologio il calendario astronomico, il sole e la luna che girano
intorno alla terra come detta la versione tolemaica.
Ma tutta la piazza è un bijou.  Alla scoccare dello ore una marea di gente, turisti, si accalca in
piazza, lato torre del Municipio, a vedere le figure mobili
dell’orologio.
Ma ormai è sera, dobbiamo riavviarci alla stazione, quella dove
stranamente sono numerati i marciapiedi e non i binari…
Passando per piazza Venceslao, lunga 750 m, ammirando il Grand
Hotel Europa e il Museo Nazionale…


Poi abbiamo gironzolato un po’ per la Stazione…ammirando la
splendida vetrata dell’atrio e giocando con il trenino… del plastico
funzionante…


Così alle 21.46 siamo saliti sul treno 352 per Muenchen con arrivo
previsto ore 6.23…
Ora chi critica le ferrovie in genere, e le nostre in particolare, e ci
dice che siamo messi male (e sono pure d’accordo), deve prendere
questo 352…poi ne riparliamo..
I nostri ES, IC… sono salotti in confronto al trenino in questione…
Un viaggio di notte su quelle poltroncine antidiluviane che non di
sdraiano nemmeno un po’ (anche sulla Freccia del Sud si allungano…
:s ) col riscaldamento che ad un certo punto si è spento :’( …
Le guardie di frontiera pure maleducate…vabbè pazienza…
Capitolo 6
La mattina seguente siamo arrivati molto presto a Muenchen,
abbiamo fatto colazione e abbiamo comprato una mappa; era buio e
dopo una foto davanti all’ICE, ci siamo decisi a fare un giretto
panoramico fino a Garmisch-Partenkirchen, ammirando il verde
circostante. Case col tetto a punta, pascoli ameni, laghetti nebbiosi…



Trenino rosso delle 7.32… molto gettonato, pieno di turisti e
ciclisti…che salivano e scendevano alle varie fermate…
Quello che ci ha impressionato e vedere invece tante “allegre”
persone col classico costume tirolese salire a Garmisch per il
ritorno…già all’October fest? E già ciucchi prima di partire?
Una vera marea di persone buffamente agghindate, che ad ogni
fermata del ritorno aumentava e che a Monaco si è unita ad altra
gente…poi tutti diretti ad uno stesso punto (?) per festeggiare…
Lungo la linea abbiamo ammirato le leve che servivano ad aprire PL
o segnali con i cavi…
A Muenchen altri palazzi coi tetti a punta, trionfo del gotico e del
moderno…
Passando davanti all’imponente Palazzo di Giustizia, siamo giunti a
Frauenkirche-platz e poi Peters-platz…
…anche se i miei figli volevano restare davanti alla stazione e farsi
una doccia nella fontana circolare i cui getti formavano una cupola…







Ammirando case colorate, gerani pendenti, tetti a punta… siamo giunti al Parco (Hofgarten) dove abbiamo riposato un po’ (certamente i km del
giorno precedente a Praga si cominciavano a sentire…io, confesso, ho fatto
un pisolino…)…In stazione, la sera, abbiamo assaggiato i krapfen, a
biscotto, con fettine di mela all’interno…ancora mele, da qualche parte,
tutte quelle mele rosse, le devono pur mettere…)… mi vergogno a dire che
invece mio figlio ha preferito la pizza e le crepes con nutella alle specialità
tedesche…Ed osservando i treni tedeschi, che andavano e venivano, senza
mai lasciare un binario libero, abbiamo aspettato le 21.03, EN 287
(materiale FS), in ritardo di una mezz’oretta anche se nasceva lì, forse
perché dovevano caricare le auto al seguito…Treno stragremito, molti
italiani, tra cui una ragazza italiana che aveva litigato lì col fidanzato (sarà
scappata per sempre?), altri con valigie , pacchi, pacchetti…tipo film “L’emigrante”…pieno pure nella parte letti e cuccette; nonostante fosse a
prenotazione obbligatoria, era affollato anche nei corridoi…nessun
gendarme è passato alle frontiere e noi abbiamo dormito abbastanza bene
fino a Chiusi, dove aveva mantenuto la mezz’oretta di ritardo…treno EN,
ma con materiale tipo Freccia del Sud …
Comunque Praga è un gioiello, è stata una sfacchinata ma ne è valsa
veramente la pena; gli occhi ed il cuore, benché insaziabili, sono appagati
per ora…
V@le
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