Lo stile del romanzo "le Orme dolci", limpido e armonioso e schietto, riflette un atteggiamento spirituale di amore per gli uomini tutti. È un libro che si chiude con un senso di serenità e di quiete...
Giovanni Caserta, Matera
Il romanzo poetico "Le Orme dolci" è una lunga sinfonia della memoria che riscatta il dolore nelle purissime gioie della natura, della famiglia e dell'amicizia. Sul piano poetico si può dunque parlare di un "libro d'Arte".
Claudio Berardino, Roma
Ho letto con vero interesse il bel libro "Le Orme dolci" e ne ho apprezzato la fresca delicatezza poetica.
Antonia Arslan, Padova
"Le Orme dolci" di Laura Maniscalco Blasi sono filigrane del pensiero che partono da lontano e hanno un referente di tutto rispetto: la vita, la storia, la poesia dell'esponente della tradizione ermetica italiana filtrata attraverso un'oratoria d'eccezione con la sua voce urlata, tipica dell'uomo Ungaretti. L'Autrice ha seguito il Maestro nelle affollatissime aule dell'Università "La Sapienza" di Roma attraverso il suo percorso e la poesia esaltante, si è dissetata alla sua fonte, si è mossa sulla scia della suggestione ungarettiana per approdare a una sua originale autonomia...
Antonio Coppola, Roma.
In un gioco di sapiente chiaroscuro accade, nel romanzo "Le Orme dolci", che le immagini lontane nel tempo, ritrovate nello scrigno della memoria, interagendo tra loro e con il lettore lungo un percorso rettilineo in limpida ascesa, si configurino come scintille palpitanti d'amore, amicizia, solidarietà, capaci di infrangere le barriere sociali...
Grazia Marzulli, Bari
Attraverso la lettura del romanzo "Le Orme dolci" ho rilevato, con molta partecipazione e vivo consenso, singolarità dell'ideazione, senso profondo dell'umano che ininterrottamente respira nelle pagine, immediatezza nel linguaggio. Molto intense e vivide, in particolare, le due testimonianze dedicate ad Ungaretti...
Mario Petrucciani
Versi e prosa si alternano con garbata consapevolezza, permettendo così all'autrice di chiarire racconti ed emozioni, piccole storie sentimentali e vibrazioni segrete. una modulazione tonale pacata e linguisticamente corretta, piacevolissima alla lettura...
Marica Razza, Roma
OLTREAMORE (romanzo), EDIZIONE LA VALLISA, BARI, 2009

La voce di Laura Maniscalco, da Taranto viene estesa “Ai Quattro Venti”: il mondo si riascolta con questo romanzo dal profumo sontuoso che ha la magia di espandersi dalle pieghe del cuore e dalla mente, capace di alitare odori e umori annidati in noi, i ricordi emergenti dalla natura nostra interiore, i sogni non finiti o solo immaginati. Il paradigma dell'esistere liberato nella scrittura, nella sua chiave di rappresentatività e universalità, per esaudire il bisogno di comunicare e di trasmettere esperienze, idee, immagini. Pagine che non si limitano ad un semplice reading o all'occasione, per l'autrice, di confidarsi nella solitudine della sua stessa scrittura. I lettori sono invitati, leggendo il libro, a immaginare un romanzo che sappia fondere cinema e letteratura come tanti fotogrammi di un film che svolge la trama bella dei sentimenti di amicizia, d'amore, in un mosaico di situazioni dal respiro internazionale e coincidenti con l'attualità. Una narrazione pluricellulare di raccordi apparentemente autonomi, invece variantemente collegati e coinvolgenti. Un linguaggio semplice, dal lessico variegato, colto, elegante. La creatività della parola che si fa arte.
Tommaso Mario Giaracuni
Ambientazione geografica:
Italia-Inghilterra
Argentina-India.
Ambientazione storica:
seconda metà degli anni Novanta.
Protagonisti:
Alina-Patrizia-Federico, giovani poco più che ventenni, e i loro amici e familiari.
Il romanzo si suddivide in tre parti:
“Universi paralleli”.
“Per le strade del mondo”.
“Ritorni”;
è costituito da 28 capitoli.
Il vero protagonista è il variegato mondo giovanile con le problematiche, le attese, gli ideali, i drammi e i sogni che lo caratterizzano.
I destini dei personaggi s'intrecciano attraverso vicende apparentemente casuali, ma in realtà guidate da invisibili fili che tessono una trama tenace in cui tutti sono immersi.
Il messaggio che si evince dalla lettura del romanzo è positivo e valorizza gli elementi fondanti della vita: famiglia, amicizia, amore.
Descrizioni di paesaggi suggestivi ed esotici fanno da cornice all'interessante e imprevedibile snodarsi degli avvenimenti
Prefazione di Daniele Giancane
La Puglia sta vivendo -nel settore specifico della narrativa- un formidabile momento: dagli anni Sessanta, in cui pareva che nulla si muovesse e che la nostra regione fosse davvero solo un'appendice anonima della nazione, molta acqua è passata sotto i ponti ed oggi assistiamo ad un fiorire di interessanti proposte editoriali e di autori raffinati. Basterà citare Raffaele Nigro (lucano di nascita, ma ormai naturalizzato pugliese), Gianrico Carofiglio affabulante scrittore di libri gialli, Vito Bruno dallo stile rapido e nervoso, i giovani assai promettenti Mario Desiati e Nicola Lagioia, Beppe Lopez.
Anche nello specifico di Taranto, si assiste ad una sorta di esplosione, caratterizzata dalla letteratura attuale e iperrealistica di De Cataldo e dalla pagina amara ma allo stesso tempo poetica di Cosimo Argentina.
In questo panorama (in cui comunque continuano a scrivere opere di indubbio valore autori ormai “classici” come Maria Marcone, Cristanziano Serricchio, Giorgio Saponaro, Vito Ventrella), possiamo situare Laura Maniscalco Blasi.
Laura Maniscalco Blasi, autrice già nota per diverse e brillanti pubblicazioni (sia di poesia che di narrativa) e per la fertile attività di artista e animatrice di circoli culturali, dà ora alle stampe il romanzo Oltreamore, che anzitutto si segnala per la straordinaria trasparenza del linguaggio. Occorre subito affermare che la prosa dell'autrice è semplice (ma si sa che la semplicità è un punto di arrivo della ricerca di uno scrittore: scrivere con semplicità è difficile), estremamente corretta e controllata, segno che la Maniscalco-Blasi tiene al dialogo fitto con il lettore, che viene coinvolto quasi in una compartecipazione al testo.
Lo stile così piano e lucido fa sì che la storia si dipani con una sorta di serenità di ritmo, che è costante della produzione letteraria della Nostra, aliena da sperimentalismi eccessivi o da linguaggi fratti o gergali (sulla gergalità e la dialettalità, per esempio, Annalucia Lomunno ha costruito le sue due opere narrative).
A parte l'efficacia dello stile, Oltreamore è un romanzo che contiene in sé diversi itinerari tematici: l'amore innanzi tutto, con la sua forza vitale che travolge e che pone davanti -a volte- a situazioni estremamente difficili da gestire, specie quando si intreccia con le amicizie (e certo questo è anche una storia attorno al rapporto amore-amicizia); ma è anche una vicenda che, lungi dal presentare una realtà artefatta e retorica, affronta anche temi tragici come la droga o episodi rischiosi come la caduta nel pozzo di Patrizia. V'è da dire che tutti i personaggi del romanzo della stessa Patrizia a Bernadette, da Lele a Linda, da Federico ad Alina sono tratteggiati con finezza e rigorosa analisi introspettiva, quasi facendoceli immaginare qui davanti a noi; e dall'altra parte la storia si sviluppa tenendo sempre il lettore sulla corda, per cercare di intuire finalmente l'esito della vicenda.
Direi che la narrativa della Blasi-Maniscalco si propone come una proposta nuova -nel panorama editoriale- perché (evidentemente) mutano i modelli narrativi, che in questo caso potrebbero essere Bruno Cicognani e Anna Banti, per citare un esempio, ovvero una forma letteraria che recupera una scrittura luminosa ad ampio raggio e al tempo stesso un'apprezzabile “leggerezza” in cui forse si nota (anche) la “femminilità”, ovvero il tocco armonioso e tenue dell'autrice.