Terra
Terra bagnata
perduta
ed i suoi capelli confusi nella sabbia
immagine d’adolescente
umida trascorrevi
tra le braccia
vita d’un tempo a ricordare
vergini vestali aiutate un poeta!
Incursione di briciole di realtà
canzoni oscene di mille notizie
vi ritrovo sacerdoti del silenzio
e scivola la mente sulla roccia umida
delle tue mani
templi della notte
scopro le colonne bianche sommerse dalle onde
terra bagnata
terra di nuovo pagana
da Sento crescere l’alba
Segni di sconfitta
Segni di sconfitta
si vedono per le strade
la gente cammina
non grida
restano invincibili
solo i sorrisi
innocenti
è quasi notte
e la giornata dell’umanità
non scade ancora
da Sento crescere l’alba
Parola
Parola
mi dice numerosi tormenti
parola
mi porta la spiga del grano
parola
ha i fossi
ventosa somiglianza
riscuote
rinnova speranza
m’indica di tutto il niente
incatenate foglie
da Sento crescere l’alba
Lamento
Sono il primo
consapevole
impaurito
in questo mondo buffo
il primo
che abbatte
cieli di vergogna
da Sento crescere l’alba
Natura
Mischio l’arte
a ricercare non so
se per le strade m’imbatto
su radici
seni trasparenti
verità
io tocco
bagnando i capezzoli
saliva d’amore
chiedo il tuo nome
natura disincantata
fin dentro le parole
come un incanto
che sa di memoria
da Sento crescere l’alba
Torpore
Batte la matita
sul libro
che studia le tue satire
Persio
divino poeta
oscuro e giovane
di là batte il verso
alla finestra
come i fantasmi
nella mia mente
come clavicembali
impazziti
il rigore della memoria
da Sento crescere l’alba
La via degli ippocastani
Percorro
la via degli ippocastani
ricca di foglie cadute
al vento della villa
Percorro
la via degli ippocastani
intrecciati
dai rami caduti
sementi sono tutti
Raccogliamo
sognanti
le idee
siamo balordi
siamo veggenti
siamo ricchi
e un po’ dementi
Percorro
la via degli ippocastani
seduto sull’erba
disteso a guardare
convinto di amare
E siamo
gli ippocastani
un poco appassiti
un poco romiti
un poco d’amore dispersi
da Il canto delle Effemeridi
Le evanescenze
piccole, lievi
bilingui
belle di verità
attrito di meraviglie
e dirupi
mi accattiva
la penna sull’umido foglio
eravamo di fronte al mare
confusione di elementi
oh futili evanescenze
lasciate per un secondo
d’amore a guardare
la notte!
da Il canto delle Effemeridi
Notti liguri
Le notti liguri
erano strane
dalla Finestra
in una di quelle Terre
vedevo infrangersi
le onde Alte
sullo scoglio
mentre la pioggia
come attratta
dai vespri
Diffondeva
quell’umido
calore
nella stanza
da Il canto delle Effemeridi
Soavi entità
Libere soavi entità
instabili primavere
scolpiscono
liquami come
emendamenti all’oscurità
desiderio
delle labbra,
romanzo antico,
liberi a Delo
tra pietre,
duemila anni
di fantasie
e la Pizia evoca
cose trascorse
da Il canto delle Effemeridi
Lettere Corali
III
Vorrei dimenticare
ciò che è stato
quella guerra civile
mai vissuta,
so che avevano
vent’anni
e non mi importa
che camicia avessero!
Lettere Corali
II
Avanzatevi
sguardi inteneriti
il tempo passa
viviamo al passo
dei ruscelli
inghiottiti dagli argini!
Lettere Corali
XVIII
Terra di Grecia
musa dolce
dell’Ellade amica,
Muse di questo mare
antico borgo dei classici,
lamentoso canto di sirene
Nuove le mie emozioni,
Apollo viene a mescolare
beltà al tempio di Venere
unica amante
Lettere corali
XXIV
Ricordo di Kyoto
Il cielo è plumbeo
e già risuona
il temporale
nella vallata
Fulmini e saette
autunno di un’estate
strana
gocce di pioggia
tuoni nella mente
mi diverte ancora
l’aria di tempesta
e come da fanciullo
raccolgo sulla pelle
bagnata
i virgulti di questa
stanca natura
ed è lontano
il ricordo di Kyoto
Lettere Corali
XXI
L’isola
C’è un’isola
in questa
Villa la Luminescente
dove di notte
i Pensieri
appaiono inumiditi
ai rumori
serali e limpidi
delle Diomedee
al pontile vicino
l’acqua verde azzurra
ingigantisce
siamo tu ed io
poca cosa
di questa natura