Persiste il gioco senza tempo
per cogliere la preda .
Il tentativo ti inventa
l’illusione d’un altro
lontano approdo:
orizzonte che ti rallegra
sia pure per un giorno.
Domani ricomincia l’attesa
che sa d’infinito
e che canta con noi .
Ho pianto, Signore
ho pianto molte lacrime,
ho pianto tutte le mie lacrime,
ed ora i miei occhi sono asciutti,
sono fissi in un punto oltre lo spazio.
Vorrei pregarti, o Signore
ma non so più pregare,
il mio cielo è divenuto troppo cupo
per lasciar filtrare un raggio di luce,
il dolore sconfinato mi scuote,
la natura ha perso i suoi colori,
il tiepido sole invernale
non giunge a comunicarmi il suo calore,
il mio pensiero non riesce ad abbandonarsi a Te
e allora
prega tu per me, Signore
prega tu in me,
donami il tuo Santo Spirito,
entra nel mio cuore
e concedigli la pace,
entra nella mia mente
ed aiutala a comprendere,
entra nella mia anima
e donale il tuo Amore.
Fa’ che io non resti senza speranza,
fa’ che io riesca a rialzarmi
per ripredere il cammino.
n
Ti supplico, Signore
prega tu per me
prega tu in me.
NON FINISCO MAI
MAI,
DI STUPIRMI
DI TUTTO CIO’
CHE RIESCE A FARMI FARE
OGNI GIORNO L’AMORE.
IL MIO CREDO PER L’AMORE.
In testa la mela
distesi sul prato
mi rubi la gonna
e pure il gelato
Mi sfiori le gambe
sotto il sole cocente
ti guardo negli occhi
Che sguardo innocente!
Ricamando pensieri
osservo i primi bagliori dell’alba
lontani
e volti a tendere
le dita sottili della speranza,
mentre la frescura
dona ancora l’alito della notte
che sa di camomilla e di fieno.
La natura comunica
con i suoi misteriosi sibili
la pace i giochi dei bambini
e tacciono le voci rauche
delle genti affrante.
La costa con le sue dune
le scogliere spumeggianti
le cale quieti
i porti della sera
i centri urbani sorridenti
i fiumi carichi di generosità
la vita stessa
pare come il corpo di una donna
che dorme nell’innocenza.
Animali e piante sognano ancora
attendono il calore
della giustizia dell’amore
mentre l’ondulare del mare
culla la mia gioia
affinchè su quella costa
un nuovo giorno
non partorisca.
Un gran scricchiolio di cocci
sotto a miei passi odo …
a seguirne la scia oggi ti ritrovo.
Amor mio, di cui le dolci parole da tempo più non odo,
i cocci son di cuori, come il mio, infranti.
Ad amarti, amore mio, siamo stati in tanti.
Dolce è il tuo ricordo, amaro ne è il dolore,
di te non mi son rimaste altro che parole…
Acqua di vita,
sangue bianco,
ma anche tempesta, diluvio, inondazione sei
quando ti trasformi e sveli il tuo volto nascosto.
Irrompi così nella nostra vita come fulmine violento
e ti scagli, ti arrabbi, ci torturi, ci fai soffrire.
Ma sei madre autorevole, ci punisci
e illumini la nostra pericolosa ignoranza
che ci sta rovinando e portando
dove la storia si trasforma in tragedia.
Sono nell'universo
io, piccolo atomo di procreazione
e cammino nei continui giri
di stagioni sulla terra.
Assaporo
la notte , il giorno
con la facilità delle ore,
che la specie umana rigenera
e la realtà spinge nel passato.
Il futuro
s'immerge nel presente,
come l'uomo nella donna
e l'universo nell'eternità,
moltiplicandosi all'infinito.
C'è interrogativo
per gli astri,
ma guardo le stelle
ansiosa di parole
da quell'immensità che tace:
…il mondo,
generando...
è solo capace di distruggere
tramite l’istinto umano.
….Dal minuscolo elemento umanitario,
nasceranno semi di pace ???
SAB.29-10-2005
La donna dai capelli bianchi, la figura della donna saggia
Amata, desiderata, usata, respinta
Alla guida di questa nave che ha perso la sua bussola.
I sogni, la sua forza
Arrugginita come un oggetto buttato nell’oceano.
Trascurata per l’eternità
Schiava di una vita che non mi appartiene
Schiava del tempo, di bellezza, raffinatezza, schiava d’amore…
A mani giunte cercher
la via della giustizia
fra le fronde del mondo
come se fosse cosa mia.
Oh padre mio torna ad
illuminare questi occhi
che conoscono solo avarizia
dolcezza mischiata al vino amaro
della solitudine.
Sempre sola vagher fra il mondo
a mani giunte con il tuo sguardo
non avr paura
anche se domani morir e di me
rimarrà solo il silenzio e poi il nulla.
Intreccio di siepi a custodia del tuo
tempio. Tra fili d'erba smeraldo, cristalli
di rugiada,furtivi,parlano dei tuoi racconti.
Colori di frutta dorata nel portico,ombre
fedeli,silenziose,i ricordi alle pareti. Alberi
come monili ,gravidi di frutta succosa.
Cespugli di fragole,lanterne rosse al
crepuscolo. Briciole di melissa odorosa
scivolano nelle tue mani. In quest'aura di luce
adagi le membra,ai seni di Era , le tue labbra
assetate, succhiano l'energia vitale;ne ascolti
la voce, ti culla,ti accoglie amorosa figlio
prediletto.
Son tornato qui, mare,
prigioniero di ricordi;
ti sto dicendo, mare,
com’era bello
da questo scoglio
le sue emozioni cogliere,
mentre tu l’incalzavi
sui scivolosi scogli,
forte scuotendone
il seminudo corpo,
con gli spumosi flutti:
rideva lei al tuo abbraccio
e il lampo dei suoi occhi
rischiarava il tramonto;
aggrappato all’orizzonte
il sole voleva godere
d’estemporaneo bagno
la splendida visione,
tardando a scomparire,
mentre un fiume si levava,
nel rumor della risacca,
di scanzonate parole
che da qui non coglievo,
troppo incantato al gioco.
Forse tu le afferravi,
me le ripeti, mare?
Sei calmo e brontolone,
non rispondi stasera,
..le hai dimenticate?
Sei vecchio pure tu!
Sfiorano le onde aperte al loro volo,
distese su tulipani
e messi bionde.
Ali che pennellano l’azzurro
coi colori della vita,
il profumo sacro della libertà.
Ammirazione e invidia il mio sguardo,
scoprire punte di diamante
alte all’orizzonte.
Si perde l’anima d’immenso,
rotto da grida stridule,
richiami d’amore e lievità.
Lento, ardito, di bellezza scandito,
il passaggio certo
dall’uragano al sole.
guardare e riguardare
lo stesso schermo
che non risponde
ma scrive
di qualcun altro
e mi avvicina
a capire;
nel capire
mi allontana.
Viviamo come
le onde
che si infrangono
su sè stesse
senza fondersi
senza staccarsi mai
e in questo moto continuo
è il vivere.
-Le mie esili dita hanno sfiorato l'antico dolore,
in occhi ormai riarsi all'ombra di un passato rancore.
-L'anima rinnovata, nella stessa pelle,
gioisce della libertà ritrovata,sotto le finte stelle.
-Come sempre mi ridesto al mattino,
con il ricordo del tuo sorriso ancora vicino.
-Anche stanotte ho dormito con il mio assassino!
---------------------------------------------
-Attraverso le ore,vivo finte realtà a me lontane,
guardo l'amore che muore,tra speranze vane.
-Come sempre mi addormento con te vicino.
-Anche oggi ho camminato con il mio assassino!
----------------------------------------------
-Assassino nel letto,assassino nel cuore,
io mi ribello a questo triste dolore.
-Assassino negli occhi,assassino nel verbo,
innocente illusione di un frutto acerbo.
-Assassino del tempo,del mio sentimento maturo,
tu giochi l'amore la vita e il futuro.
-Assassino:le tue parole hanno ucciso
chi per te aveva la luce nel viso!
---------------------------------------------
-Attraverso la vita,e dopo la morte
è bello scoprire questa dolce sorte,
senza alcun pianto nè alcun dolore,
il tempo ha portato con sè il rancore.
-Se tra la vita e la morte,esiste l'amore,
allora io sono,assassina del mio cuore.
----------------------------------------------
-Attraverso il sole,attraverso la luna,
ormai senza più tristezza alcuna.
-Come sempre mi addormento con te vicino.
-Anche stanotte ho dormito con il mio assassino.
E poi
se n’è andata anche lei.
L’ho vista camminare sottobraccio a mio padre
in un vicolo bagnato di sole
col vento di mare tra i capelli
e il vestito bianco della festa.
Se n’è andata sorridendoci,
disperdendo all’orizzonte il corollario dei sogni.
Se n’è andata
salutandoci con la mano,
in un mattino di agosto
col sole che feriva l’anima
in lame di luce,
in un ultimo estremo addio
senza ritorno.
Dio ti ha chiamato a sè.
VIOLENTEMENTE.
Ricoperta di fiori
è la tua tomba
dove raramente
mi porto.
Ti rivedo
bambino sorridente
adolescente smarrito
uomo sperduto.
Ondate
di nostalgia disperata
sconvolgono
la mia mente travagliata.
L'anima stanca
ancora si inabissa
PROFONDAMEN
DISPERATAMENTE
Conservando
per sempre
il sentimento di un amore
che più esprimersi non può.
da "Il mondo sommerso"-E.Ripostes maggio 1996
Mi hai lasciato
In un novero
Di tortuosi pensieri.
Il mattino
Ha una veste
D’oscuri singhiozzi.
La notte
Mi muore
Tra i capelli.
Dal cielo attonito
Si sgola un canto
Di lacrime rotte.
Non ho
Che sussurri
Di sfiorite parole
E i tuoi occhi
Lontani
Che m’accigliano
Il cuore.
Sarò
Immagine
Incerta
Nello stupore
Del tempo.
Che
impetuoso
fragore
genera
l'incontro
tra corsi d'acqua
che han scavato
i loro letti
per milioni d'anni.
Incrociandosi
creano
vortici
di gocce
che facendosi
vapore
contagian l'aere.
Il rumore
e' rombo
impressionante
persino assordante
in verita'
mai fastidioso
ed anzi
in me
diviene musica.
Odo solo quella
il mio fisico
ama esserne pervaso
per avvertire
la freschezza
di note si' impetuose.
Difficile allontanarsene.
Cosi'
metto
a tacere
la mente
catturo l'istante
dell'immagine
e scendo
in punta di piedi
nel silenzio
del cuore
a sentirne
la musicalita'.
E' assoluta
Meraviglia
che diviene
dolce canzone
la cui melodia
mentre ritorno
mi riapre
ai miei passi,
ad un cinguettio,
alla mia bimba,
al traffico,
al reale
di cui
io
ora conosco
attimi
di eterna presenza
e sorrido
consapevole
che
la Bellezza
mi appartiene.
Orrido di Bellano, 8 luglio 2011
Filari di fichi d’india
In file dispari sparsi,
arsi dal sole
nella polvere antica
eppur moderna
di una mulattiera montana.
contadini, nei piccoli campi di carrube,
con la vanga scavano buche
nell’arida terra,
irrigata dal sudore
di una vita di stenti,
ma colma di orgoglioso amore.
volti antichi ti scrutano da lontano
penetrando i pensieri,
e rubando il tuo cuore,
mentre pian piano
il rosso scolora
nell’intenso arancione
di un tramonto
che scivola dietro
una vetta a picco sul mare.
Eterea leggiadria di forme
eterno desiderio
di fisionomie mutevoli,
sei tu forse più vera?
Magari trascini
una disinvolta pesantezza
oppure ben porti
un’immaginaria leggerezza?
Scavata nella dura roccia
o nella nube che
si finge panna
arrotondata
in uno scampolo di onda
incavata
nella forma di un pensiero
di cui
vai cercando il gusto intenso
nicchia
-solo la mia?-
ti consumi
in quel misero secondo
in cui
d’un soffio
ti togli di dosso la vita.
Canta e cammina nella libertà, la voce del vento ti guiderà
senti l'universo
cammina accanto a te , vivi cantando la felicità .
Canta nel buio della notte, la luce spunterà
una speranza rinasce
l'universo cammina con te.
Canta la gioia della strada, il cielo si aprirà
nuovi orizzonti nuova vita
l'universo cammina con te.
Canta le lacrime del mondo, qualcuno ascolterà
e la pace discenderà
l'universo cammina con te.
Segui la strada del tuo cuore
prendila come un viaggio
che ti porta una ventata d'amore
abbi questa capacita' di reggere
questo confonto di parole
di emozioni di battiti frequenti ,
questo fascio di luce che ti avvolge
in una girandola di cuori solitari
preda ad un attacco di dubbi morbosi
chiamati dalla tua anima impavida
che prende ogni occasione per rendere
questa esistenza dolcemente elettrica ,
apri te stesso di fronte al mondo
e vedrai che sarai ripagato si .....
con la moneta dell'amore infinito.
Al nuovo preparavo me stessa
rinchiudendo in valigia il passato.
Trovavo a fatica, nascosti tra cumuli
di polvere antica, brandelli di roba.
Di corsa, di fretta, lottavo col tempo
che rubava ancora momenti di vita.
“Andare…” dicevo
sognando uragani fin allora proibiti.
Nutrirsi, nutrirsi del nuovo, di cose lontane
di cose sognate.
Nutrirsi, nutrirsi e…. la fame sentivo.
La fame di cosa?
Giaceva per terra il mio cibo
di un corpo in due parti tagliato.
Stupita guardavo e tremando dicevo: “Non posso!”
Eppur lo facevo.
Afferravo con forza quel corpo diviso
mordendo le membra con rabbia repressa.
Sentivo contorcersi la carne pendente
che il dolore dei morsi svegliava.
Si muoveva la vita
e dicevo: “Ma è morto!”
E mordevo, mordevo la fame,
tenendo con forza quel corpo spezzato
Ma il dolore sganciava i suoi artigli taglienti
segnando il mio viso di graffi profondi
Cosa mordevo? La vita o la morte?
Di che mi nutrivo… di un corpo morente?
Di un ultimo respiro che mi diceva: “Son vivo.
Non mordermi ancora, non farmi soffrire.
Ridammi la fiamma della tua voglia di vita”
Non potevo più farlo.
Non potevo serrare la vita nascosta tra tanto dolore.
E lanciavo con forza quelle membra lontano
strillando: “ Non muori, perchè? Sei vivo, non muori?”
E dentro sentivo i suoi artigli graffiare
che mi urlavano ancora: “Son vivo, son vivo
Ridammi la fiamma della tua voglia di vita.
Lo vedi? Non muoio.
Ascolta la voce del tuo corpo morente,
diviso, spezzato,
che graffia, che urla.
Ridagli la vita nascosta da sempre!”
Amore
Amore
Amore
Amore
Amore
Che pulsa
Che gira
Che si rinnova
Che cresce
Che scalda
Che piange
Che ama
Che ci appartiene.
Marzo 1985
Noi viviamo su un mare che schiaffeggia
scabre lingue di sabbia e di conchiglie,
un calcare che stringe ancora il gas
e si scioglie veloce nei millenni.
Questi colli di vento sono mare
al galoppo nell'ansare della Bora,
mare l'aria che infuria la città
e infeltrisce fischiando il tuo respiro.
E tu guardi nell'onda di ritorno
verso casa e fluisci con le sorde
sibilanti equoree leggi
di quest'acque segrete come sangue.
E io vi snido Nettuno, protettore
delle fuse madreperle del tuo sguardo.
Povera rondine caduta al vento
giacente a terra esamine
colui che ti ha lasciata
tristemente abbandonata
non ha cuore né amore,
con le mie mani
ti appresto a curare,
povera rondine amica mia,
dolce anima,candida,
il tempo ti sanerà e
con le tue ali spiegate
in alto tu andrai nel cielo,
povera rondine mia
ti parlo con il cuore
ti parlo con amore
ti parlo con parole che tu comprenderai,
così raccontando al mondo spiegherai.
Serradifalco 16/09/2003
Passato e presente,
il vuoto di una bolla,
un fuoco che si spegne,
mi faccio coraggio
e colgo dalla vita
La gioia e la malinconia!
Appare nei miei pensieri
Un ricordo:
la tua anima nella mia!
La tua gioia uguale alla mia;
oggi è sogno
ieri realtà
solo polvere alzata dal vento
passi ad occhi chiusi come ciechi
arida polvere che la pioggia infanga
molle fango che il sole indurisce e crepa
steli verdi che il sole ingiallisce
scheletri di foglie dure e arse
basta un alito di vento a scavezzarli
basta il piede di un bambino a frantumarli
ecco un pesce buttato a terra
che spalanca la bocca
e dimena la coda
che si gonfia e si sgonfia
senza riuscire a riprendere fiato
e più schiaffeggia il suolo
e più s’indebolisce
con l’occhio fisso a riprendere il mare
l’acqua salata le onde e il riflesso
del sole
e, la sera, la brezza vira
UN IMPULSO INTERNO
TI SPINGE A SCRIVERE
A METTERE IN VERSI
UN SENTIMENTO
UN ‘EMONZIONE
DI GIOIA O DI DOLORE
SGORGANO PAROLE
COME L’ACQUA
DA UNA SORGENTE
IN VERSI LUNGHI O CORTI,
IN RIME BACIATE.
L’ANIMO SI E’ APPAGATO
COME VELE AL VENTO
UN SENTIMENTO HA SPIEGATO
DA CONDIVIDERE
CON CHI POI
LA POESIA LEGGERA’
Se coltivo la mia vigna
leggerò con meraviglia
tutto l’albero della vita
della mia famiglia.
Poi vedrò colline e monti,
che mi solcano i tramonti,
con profilo stupefacente
tutto intorno sorprendente.
Ed infine vivrò sempre
il ricordo dei miei nonni,
che mi guardano perenni
per la mia perpetua vita.
Kamikaze a kabul
Assassini suicida
Micidiale esplosione
Italiani parà son caduti
Kabul ora piange i civili
Attentati ancor lotta meschina
Zero cuore alla mischia omicida
Ed ancora tanto sangue riversa
Alla fine solo gloria ai caduti
Kamikaze addestrati alla morte
Alla vita lasciate un messaggio
Bestemmiate una pace mai fatta
Una guerra portata all’estremo da
Lapidarie missioni a progetto .
17 settembre, 2009
E' QUASI PASSATO,
PRESENTE DI DOMANDE.
E' QUASI FUTURO,
PRESENTE DI SOGNI.
E' QUASI VITA,
E STO SCRIVENDO.
Altro mare nella mia mente
Mare d'onde che s'infrangono sugli scogli
Ora funeste, ora miti e dolci
Resta di lui solo il mio ricordo
E un nuovo mare d'amare
Si parte...
Si va su...
In alto... alto...
Ma che fai?
Affanni il tuo salire
Con la zavorra del pregiudizio?
Tu che sempre hai detto
Di stare a due spanne dal cielo!
Su, librati leggera
Le vedi le aguzze vette
dell'Amadablam?
O forse che il tuo sguardo è attratto
dall'Annapurna?
Dici ch'è solo un sogno
E ti par poco
In un mondo delirante
Sognare la vetta del Broad Peak?
Bocconi dolci e amari
Bicchieri di fiele e rosolio
Assaggio tutto
E scelgo il sapore
Che più mi aggrada.
Lo centellino
Godendolo
In una girandola di odori e colori
Come se fosse l'ultimo atto
Del banchetto della mia esistenza
Occhi spalancati
come riflesso vitreo
di stupore verso la crudeltà del mondo
ancora con il ricordo dei giochi dell’infanzia
Occhi come confetti rosa
donati in un giorno di festa
Occhi fissati
su quell’ultimo bagliore di ingiustizia
Occhi stampati
come impronte di denuncia
Occhi immobili
in un ultimo istante di vita.
(In ricordo delle piccole vittime di Cana, luglio 2006)