| POESIA R |
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Antonietta Rosa Raso
Autunno liparoto
Il tramonto si svena sugli odori
forti di nipitella e d’erba bianca:
scende dal Monte sull’isola stanca
l’Autunno, malattia di tutti i fiori:
anche delle buganvillee pazienti
che perdon sangue sul terrazzo antico.
Il vento spiuma, fra il sorbo ed il fico,
l’ibisco magro a vene trasparenti.
Moli bianchi, protesi sul levante,
stringono grappoli di barche vuote
che, urtandosi, ripetono le note
del legno sordo delle botti. O amante
nel cavo grembo della madre sera,
cantami, Autunno, prima che sia tardi
ed il buio cancelli i nostri sguardi
l’ultima tua canzone menzognera!
Luigi Reginelli
solitudine profonda
e silenziosa
come le acque
del lago maggiore
e nel cuore,
il dolore di un'anima segnata
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Francesco Repetto
Passi
lasciandomi in bocca
la bella speranza,
sale la voglia di amplesso
risale l'aspetto
di amante
percossa di baci..
Ma ora che è tutto finito,
passato lo scroscio
di ormoni
rubati,
sopito
mi dico Vergogna
ed urlo
nel gelo del treno
rimosso
da mille lampi
e peccati.
Marcello Riposati
Bagdad
Sento scorrere nel mio sangue
la tempesta della memoria
se penso a te Bagdad, alle tue pietre
violentate, ai tuoi mosaici
devastati, al tuo cielo di smeraldo
ormai spento ed oscuro diamante
eternamente morto.
Ascolto sulla mia pelle
il nero canto del corvo,
divinità ora grata all’infimo
volere, che non s’indigna,
ma applaude il passero
che muore nel freddo delle tue moschee.
Vorrei lavarti le ferite
nei tuoi fiumi, gettare
il sangue oltre l’orizzonte
e parlare coi morti che nessun
sepolcro ha in sé inumato.
Ma ti vedo vinta subire
la lama che fende i monti,
ma non intacca le torbide
coscienze, mentre brucia
le ali delle rondini
che cercano primavera.
Maria Grazia Riboldi
Ricordi
Piccoli o grandi sono sempre ricordi,
oggetti di un tempo lontano, passato troppo in fretta.
Fotografie, scatole colme di biglietti d’auguri, di felicitazioni, dediche,
cartoline e lettere.
In quelle poche o tante cose, si sbriciola velocemente tutta una vita,
vissuta, andata stracciata.
Profumi di un tempo lontano, quando tutto era un inizio,
e la fatica era vita.
Foto, tante foto qua e là nella casa, dappertutto.
Scattate per fermare il tempo, l’attimo più bello.
Un film a colori che solo tu conosci.
Uno scatto, un flash, i tuoi figli.
Quattro! Lo sguardo si posa sul terzo e il cuore sobbalza.
Tutti i riccioli d’oro, sorridente e spensierato nella sua fanciullezza.
Un cuore grande che ha dato tanto amore.
Ora, solo una fotografia!
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Giovanna Roccuzzo
Pensieri
Dinanzi al tempo scandito
danzano i pensieri
si ergono come torri
nell’azzurro del cielo.
Oltre l’orizzonte
sembrano irraggiungibili,
un alito di vento
li spazza via.
Il ricordo rimane vivo,
ti lacera le membra;
il cuore invecchiato lagrima:
ai pensieri sfuggiti
alla speranza crollata, soffocata.
Tra le dita granelli di polvere
tra le palpebre veli di nebbia,
nulla è vivo
tutto tace,
rimane.
Angelo Rodà
Visioni al primo sguardo
L’effetto dell’esagerazione
mi rimanda a terra,
quando non è abbastanza.
Così il canto delle civette
sono gocce cadute
nel bicchiere della notte;
il precipitare di arance
comete senza luce;
il sorriso di un libro aperto
è per la fantasia
della lettere
che si diverte anche da sola,
e in quel sorriso dimora
la bellezza che si diffonde
intorno alla mia faccia
come una bocca che sussurra
e mi bacia.
E così sopporto le feste del mondo
solo rimanendo stupefatto.
Non riesco ad eccitarmi
se non trasformo ogni cosa
come vista per la prima volta.
Erminio Romano
Il traguardo la morte
Il viaggio
percorso:
la vita,
al traguardo
è arrivata,
senza cibo e
senza acqua:
e' puro omicidio.
Valter Rossi
Roma, 15/10/86, h.8,30
Ho capito! Ho proprio capito.
Ecco perché voglio suonarti una musica in sordina
che solo tu potrai ascoltare.
Una musica dolce che ieri mi ha ispirato il mare.
Vorrei avere ora un violino per suonarti un'altra
musica,
magari una gitana
dove la forza ti entra da tutte le parti
per poi vederti addormentare.
Questo momento vorrei anche saper correre
per raggiungere il pensiero che mi sfugge e che mi
sta portando via una immagine bellissima.
Forse era un tramonto o un arcobaleno?
Magari se ci penso bene era solo un profilo umano
in penombra.
Devo pensare sottovoce,
chi passa nel corridoio tende l'orecchio
e potrebbero rubarci la nostra musica.
Ho sempre pensato che in fondo al profondo ci
fosse la fine
e invece no! C'era il mio violino che suonava da
solo
tutte le mie canzoni,
con l'allegria di tutte le sbornie,
in compagnia di tutte le mie persone belle
che facevano il coro.
Chissà che dirà la mia tromba
di questo concerto senza di lei,
magari farà una scenata di gelosia?
Se verrà sapere di tutte le dame in bianco
che mi danzano intorno?
Invece la mia tromba mi dice
che in fondo al profondo non c'è la gelosia
ma l'immagine iniziale,
quel profilo umano in penombra.
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